31 Gennaio 2008
Etichettatura e prezzi per maiali e conigli

Domenica a Torino, in piazza palazzo di Città, davanti al Municipio, si ritroveranno mondo agricolo, produttori  e associazioni dei consumatori per chiedere l’attenzione dei media  affinchè sia dato all’agroalimentare italiano il giusto peso che merita a livello nazionale ed internazionale. Lo stop alla concertazione si trasforma dunque in una mobilitazione per far vedere al mondo e alle istituzioni che non si aspettano più nulla da una politica che non ha saputo dare risultati e ha fallito obiettivo dopo obiettivo.
Dopo i grandi momenti di mobilitazione che hanno contraddistinto il 2007, ossia Bologna a luglio e Brescia a novembre, Coldiretti rilancia la mobilitazione a partire da questi primi mesi del 2008.
Parte così il lancio di una raccolta firme per chiedere a gran voce l’etichettatura per le carni di maiale e di coniglio, considerate le cenerentole della filiera, pagate una miseria al produttore e poi vendute a peso d’oro al consumatore. “Servono normative più rigide e controlli più severi per riuscire a capire dove va a finire il prodotto non controllato. - affermano il presidente e il direttore della Coldiretti regionale del Piemonte Giorgio Ferrero e Bruno Rivarossa - Una presa di posizione ancora più determinata che arriva in un momento di forte instabilità dove Coldiretti saprà dimostrarsi uno dei punti fermi, tutelando chi produce e chi consuma, dal campo alla tavola”.
La battaglia per il Made in Italy e per il Made in Piemonte, dunque, continua senza sosta: uno scenario a cui si aggiunge la problematica per definire il nuovo prezzo del latte.
Così domenica a partire dalle ore 9.30 alle 18.00, piazza Palazzo di Città, nel centro di Torino, tornerà a colorarsi di “giallo Coldiretti” con slogan e messaggi che non lasceranno dubbi: se la sede di discussione e di concertazione deve essere la piazza, Coldiretti non ha mai avuto problemi a portare avanti le proprie istanze fuori dalle sedi istituzionali e lo ha sempre dimostrato senza timori. Il percorso dell’agricoltura rigenerata non conosce ostacoli.

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