21 Dicembre 2021
E’ la figura dell’IMPRENDITORE tecnologico la nuova statuina del Presepe 2021

 Ai 226 Vescovi delle Diocesi di tutt’Italia le statuine in cartapesta dell’artigiano leccese Claudio Riso

Ad Asti, consegna lunedì 20 dicembre a S.E. Monsignor Marco Prastaro

 

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E’ l’Imprenditore tecnologico il nuovo personaggio del Presepe 2021 donato, lunedì 20 dicembre, al Vescovo della Diocesi di Asti Marco Prastaro da Diego Furia (Direttore Coldiretti Asti), Roberto Dellavalle (Presidente Confartigianato Asti) e Giansecondo Bossi (Direttore Confartigianato Asti).

L’iniziativa, promossa da Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti, rientra nell’ambito del Manifesto di Assisi ed è rivolta ai 226 Vescovi di tutte le Diocesi d’Italia.

La figura dell’Imprenditore tecnologico vuole significare la centralità dell’impresa che affronta le nuove sfide per la crescita economico-sociale del Paese. Il Presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili come quello attuale. Con la spinta delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti intendono portale il loro simbolico contributo volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa antica narrazione.

Il Presepe è la rappresentazione della Natività e, attraverso i suoi personaggi, racconta anche il quotidiano di artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori e pastori, includendo anche animali come, tra gli altri, il bue e l’asinello, le pecore, le caprette, le oche, le galline e così via.

Obiettivo dell’iniziativa è aggiungere al presepe, ogni anno, figure che parlino del presente ma anche del futuro.

Nel 2020 fu un’infermiera a ricordare il debito che, in tempo di Covid, ha legato tutti a coloro che operano nella sanità. Quest’anno, invece, l’attenzione è andata sull’imprenditore che ha saputo affrontare le difficoltà della pandemia e, nonostante le limitazioni e i lockdown, ha continuato a garantire servizi e prodotti alla comunità.

“La tradizione del presepe, nata nel 1223 a Greccio per opera di San Francesco, è importantissima per le nostre comunità - dichiara Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola. - Nel piccolo, abbiamo voluto aggiungere nuove attività e nuovi mestieri legati al vivere di tutti i giorni, per dare forza al presepe come chiave anche del futuro. Come ha detto Papa Francesco per uscire da questa crisi dobbiamo recuperare la consapevolezza che come popolo abbiamo un destino comune”.

“Quest’anno – sottolinea Marco Granelli, Presidente di Confartigianato - portiamo nel Presepe il simbolo dei milioni di artigiani e piccoli imprenditori italiani che hanno saputo reagire alla crisi e che oggi sono pronti a contribuire alla ripartenza del Paese. La statuina, realizzata in cartapesta dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, è l’emblema degli uomini e delle donne di buona volontà impegnati, con le loro aziende, a costruire un futuro nuovo, all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità. Imprenditori che usano gli strumenti digitali e tecnologici per rilanciare le radici profonde della nostra tradizione produttiva, dell’eccellenza manifatturiera made in Italy. Abbiamo voluto rappresentare così l’operosità e il saper fare che animano i nostri imprenditori, protagonisti dello sviluppo economico ma anche attori sociali partecipi della vita delle comunità territoriali. Rinnoviamo la tradizione del Presepe con un segno di speranza: la vitalità e l’ingegno dei nostri imprenditori, il loro slancio per costruire la rinascita economica e sociale dell’Italia”.

“L’agroalimentare italiano è uscito dalla crisi generata dalla pandemia Covid più forte di prima grazie ad un esercito di quasi un milione di agricoltori e allevatori che non hanno mai smesso di lavorare per garantire le forniture alimentari ai cittadini anche con iniziative di sostegno sociale e di straordinaria solidarietà che l’agricoltura moderna è oggi in grado di offrire nonostante le difficoltà determinate dall’emergenza - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini; - si tratta di un risultato reso possibile dalla capacità degli imprenditori agricoli di coniugare tradizione e innovazione facendo delle campagne italiane le più green d’Europa anche grazie agli investimenti in droni, gps, robot, software e internet, strumenti per combattere i cambiamenti climatici, salvare l’ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni”.

Così, Diego Furia Direttore Coldiretti Asti: “le spighe di grano raffigurate sul portatile dell’imprenditore “tecnologico” assumono un significato nel significato, che unisce e interconnette i mestieri della tradizione in viaggio verso il futuro, fatto di innovazione ma anche di sostenibilità e di scelte responsabili, per la salute dell’uomo, del pianeta e delle generazioni che verranno”.

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