6 Maggio 2020
Anche le Iene sollecitano manodopera a favore dell’agricoltura

Ieri sera il servizio della Iena Gaetano Pecoraro con l'intervista a Bubbio di Gianfranco Torelli: serve subito la semplificazione dei voucher

Abbiamo già il problema del crollo delle vendite dei vini, non possiamo sopportare anche il rischio di non riuscire a realizzare i lavori nei vigneti. Speriamo che il servizio delle Iene di ieri sera contribuisca a sbloccare la situazione e si riesca a recuperare la manodopera, almeno per la vendemmia”. A parlare e Gianfranco Torelli, viticoltore e produttore di vini a Bubbio che ha ospitato la Iena Gaetano Porcaro nel servizio andato in onda su Italia Uno.

Torelli, che è anche vice presidente di Coldiretti Asti, ha spiegato nell'intervista come, in seguito al lockdown per la pandemia, abbia dovuto chiedere al papà, ormai in pensione, e al figlio Carlo, che sta studiando per la maturità, di aiutarlo nei lavori in vigneto. “Per la potatura stiamo tamponando – ha detto – ma siamo molto preoccupati, anche perché avevano garantito l'apertura di un corridoio con i paesi dell'est, ma ad oggi non sappiamo ancora se per la vendemmia potrò assumere i quattro rumeni che da anni vengono a lavora un mese qui da me”.

Domenica scorsa quando è venuto per realizzare il servizio – sottolinea Torelli – la Iena Gaetano è stato molto disponibile, ha anche voluto capire e provare nei vigneti come si esegue la potatura verde. Oltre ai lavoratori extracomunitari e ai fruitori del reddito di cittadinanza, come è emerso dal servizio, sarebbe importantissimo poter usufruire di voucher snelli, veloci e flessibili, per assumere studenti, pensionati e cassaintegrati”.

Siamo in un momento particolarmente difficile per tutti – sottolinea Marco Reggio, presidente di Coldiretti Asti – sarebbe opportuno che tutti comprendessero come sia fondamentale realizzare i lavori nei campi, da agricoltore non posso neanche lontanamente immaginare che possa accadere che i frutti di un anno di lavoro possano rimanere attaccati alle piante e andare persi, come sta in parte già succedendo in altre regioni d'Italia con frutta e verdura”.

Si metterebbe a rischio l'intera economia del Paese – rimarca Diego Furia, direttore di Coldiretti Asti – non solo quella dell'agricoltura e si rischierebbero seri problemi di approvvigionamento, mettendo in difficoltà anche le famiglie nel fare la spesa a prezzi accettabili. Serve manodopera subito e servono strumenti come i voucher per poterla assumere nelle aziende agricole”.

Secondo Coldiretti, per ora sono ancora carenti le misure adottate dai decreti governativi.

La chiusura delle frontiere ai lavoratori stranieri per far fronte all’emergenza Coronavirus, nel solo mese di marzo, per l'agricoltura ha provocato la perdita di mezzo milione di giornate di lavoro.

La comunità di lavoratori agricoli più presente in Italia è quella rumena con 107.591 occupati, davanti a marocchini con 35.013 e indiani con 34.043, che precedono albanesi (32.264), senegalesi (14.165), polacchi (13.134), tunisini (13.106) e bulgari (11.261). Nell'Astigiano la categoria maggiormente presente per i lavori nei vigneti è rappresentata dai macedoni.

Sono solo due i provvedimenti attuati finora: la proroga al 15 giugno dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile e l'innalzamento dal quarto al sesto grado di parentela della possibilità di usufruire delle attività prestate dai parenti e affini, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

Per la semplificazione dei voucher, esclusivamente per l'agricoltura e stagionali, quando sembrava fatta, ad inizio aprile, al momento della conversione in legge del decreto “Cura Italia”, con una lettera inviata al Governo, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno chiesto ed ottenuto di non modificare la normativa.

Una vera disdetta e un atto di irresponsabilità secondo Coldiretti, proprio nel momento di necessità e quando scuole, università, attività economiche ed aziende sono state chiuse e molti, studenti, pensionati e lavoratori in cassa integrazione avrebbero potuto trovare fin da subito una occasione di integrazione del reddito.

Coldiretti ha anche varato la banca dati “Jobincountry”, autorizzata dal Ministero del Lavoro: una piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima on line e poi sul campo. Per ogni informazione consultare il sito: https://lavoro.coldiretti.it.

SAPERNE DI PIU': I VOUCHER “INVENTATI” NELL'ASTIGIANO

Dopo anni e anni di richieste da parte di Coldiretti, partite proprio dall'Astigiano, il 14 febbraio 2003 fu varata la legge istitutiva, ma l'effettiva entrata in vigore avvenne dopo un lustro, il 19 agosto 2008 quando l'Inps emanò un'apposita circolare con le procedure di attivazione. All'epoca il varo dei voucher, detti anche buoni lavoro, avvenne in via sperimentale e solo per l'agricoltura e in particolare per la vendemmia.

Dal 2009, con il governo Berlusconi, i voucher furono poi estesi alle amministrazioni pubbliche, all'edilizia, all'industria e al trasporto, raggiungendo il picco di utilizzo con l'aumento, da 5 mila a 7 mila euro, del tetto massimo percepibile del lavoratore introdotto dal governo Renzi con il Jobs Act.

Nel 2017 l'abolizione da parte del governo Gentiloni, principalmente per evitare un referendum, ma anche verosimilmente per contenerne l'utilizzo che però per il settore agricolo, anche nel suo massimo fulgore non ha mai toccato il 2% del totale dei voucher emessi, rimanendo pressoché stabili negli ultimi 5 anni, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro.

Nel 2018, a 10 anni esatti dalla loro prima istituzione, dopo un anno di attesa i voucher vengono riformulati, ma risultano praticamente inapplicabili per il settore agricolo.