31 Gennaio 2020
Progetto “Barbera Amica”

L'accordo di filiera sulle uve di Coldiretti Asti

I viticoltori sono diventati vignaioli ed hanno triplicato il valore delle uve. La “Barbera Amica” è diventata un brand di successo.

 

C'era una volta la Barbera, oggi c'è la “Barbera Amica”. Il riferimento non è alla melanconica canzone di Gaber, ma a un'iniziativa di successo intrapresa da Coldiretti Asti sulla filiera vitivinicola. La storia ha inizio con l'annata 2011 quando alcuni viticoltori furono presi in mezzo ad una speculazione e il valore delle loro uve Barbera d'Asti crollò a 30 centesimi al chilogrammo.

In linea con i progetti di una “Filiera agricola tutta italiana” e di “Campagna Amica”, Coldiretti Asti in collaborazione con il Centro Studi Vini del Piemonte, individuò nel rapporto fra viticoltore e mediatore di uve l'anello debole della contrattazione del prezzo. Con il Consorzio Terre di Qualità (aderente a UeCoop) furono messi insieme venti produttori di uve, decidendo di avviare un percorso di valorizzazione della loro produzione e di seguire un canale alternativo di vendita delle uve, o meglio, del vino che sarebbe stato prodotto. In pratica i nostri si unirono per trasformare la loro attività di semplice viticoltore a quella di vinificatore associato.

Il Centro studi vini del Piemonte e i tecnici Coldiretti misero a punto un protocollo di produzione e trasformazione per la Barbera di alta qualità, dal vigneto alla bottiglia. Il Consorzio Terre di Qualità ritirò le uve e le conferì ad una cantina per la trasformazione.

Il risultato dell'annata 2012 fu la triplicazione del valore delle uve Barbera d'Asti rispetto al 2011. Quando fu chiamato a ritirare l'assegno per la vendita delle uve, Ermes, un viticoltore 43enne di Viarigi, un piccolo centro del Monferrato, si stropicciò gli occhi ed esclamò: “Se non avessi aderito al progetto vitivinicolo di Coldiretti avrei espiantato i vigneti, oggi sento che il mio lavoro può avere un futuro. Fino ad oggi mi vergognavo, nel 2010 le uve mi sono state pagate la miseria 18 centesimi al chilogrammo, grazie al progetto Coldiretti ho superato i 90 centesimi. Se ci penso, per me questo è quasi un miracolo. Questa è proprio una Barbera Amica”.

Coldiretti Asti ha così sviluppato ulteriormente il progetto ed ha anche imbottigliato parte del prodotto con una etichetta, chiamandola appunto “Barbera Amica”.

Ai 20 produttori che hanno saputo riscrivere il percorso della filiera della Barbera, nelle tre annate successive se ne sono aggiunti un'altra cinquantina, la superficie interessata dal progetto è passata da 22 ettari a oltre 70, i quantitativi sono aumentati da 1.716 a 7 mila quintali di uva vinificata nel 2014. Il valore delle uve Barbera, a seconda della qualità ha oscillato da un minimo di 60 centesimi al chilogrammo fino a 1 euro e mezzo.

Con le ultime vendemmie il progetto è stato allargato ad altre tipologie di uve, come Grignolino, Dolcetto, Freisa, Chardonnay e Cortese. Sono state interessate tre cantine cooperative, la Cantina Barbera Sei Castelli di Agliano Terme, partner ormai storico del progetto Coldiretti, la Cantina Terre Astesane di Mombercelli e la Cantina Sociale di Nizza Monferrato per le uve biologiche. Con l'adesione di nuovi produttori sono ulteriormente saliti i quantitativi con una superficie interessata di oltre 200 ettari di vigneto. Nel frattempo la media qualitativa delle uve è ulteriormente salita e conseguentemente il valore delle uve è ormai stabilmente attorno all'euro al chilogrammo. In totale, si prevede che possano essere raccolti almeno 16 mila quintali di uve, per una produzione stimata di oltre 1 milione di bottiglie, tutte facilmente collocabili sul mercato. Sembra la storia di Cenerentola: ora gli stessi mediatori che offrivano 20-30 centesimi per le uve, chiedono di poter rivendere la “Barbera Amica”.

Praticamente il nome “Barbera Amica” coniato da Ermes è diventato un brand di successo.

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