16 Settembre 2015
Vince Coldiretti, vince l’Expo, vince l’Italia

Iìeri, martedì 15 settembre 2015, all’Open Air Theatre di Expo, è andata in scena la Giornata nazionale dell’Agricoltura organizzata da Coldiretti con la partecipazione di 30 mila agricoltori provenienti da tutte le regioni d'Italia. Fra questi 4.500 erano piemontesi e oltre 500 arrivavano dall'Astigiano.
La giornata degli astigiani si è aperta di buon mattino, con la partenza in pullman alla volta di Milano. Giunti all'Expo una fiumana di persone con cappellino in testa e bandiera Coldiretti appoggiata alle spalle, ha stipato all'inverosimile il treatro allestito al fondo del Cardo, guarda caso proprio di fronte al padiglione di Coldiretti No farmers No Party. Proprio qui, gli organizzatori hanno sistemato una ventina di postazioni con le eccellenze agricole e alimentari (fra cui spiccava una bottiglia di Loazzolo) e gli spazi rappresentativi della diversificata realtà dell’agricoltura italiana raccontata attraverso le storie ed i volti dei veri protagonisti.
Sul palco campeggia la scritta Coldiretti con lo slogan “la forza amica del Paese”, sotto, il grande popolo con le bandiere gialle. Un'atmosfera da brividi, coinvolgente ed emozionante, affrontata con ardore dal presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ha introdotto i due ospiti d'onore con due parole importanti: Orgoglio e Legalità. Alla parola “Orgoglio” sale sul palco Carlin Petrini per un incontro intriso di piemontesità. “Oggi – dice Moncalvo rivolgendosi a Carlin - parluma nein piemunteis” (Oggi non si parla in piemontese), da par suo Petrini cita Cesare Pavese nella definizione del lavoro contadino: “Lavorare è vestire la terra” (Feria d'agosto). Un dialogo tutto incentrato a far emergere i valori del mondo contadino e l'orgoglio di fare un mestiere che riscoprendo le sue origini diventa d'incanto moderno e utile all'intera società. La conclusione, sul valore del cibo e del lavoro contadino, pare una massima piemontese: "Il prezzo deve essere né troppo basso né troppo alto, deve essere giusto".
Alla parola “Legalità” appare Giancarlo Caselli che ringrazia Coldiretti per avergli dato la possibilità, terminata la sua esperienza di magistrato a Palermo, di proseguire il suo “Volontariato giudiziario” in qualità di presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare. Così posso contribuire, spiega Caselli, nel fare affermare “i vantaggi che la legalità offre al futuro, soprattutto ai giovani”, qui in Coldiretti c'è “aria pulita, passione autentica, sincera, soprattutto fra i giovani”.
Fra i due ospiti, gli interventi istituzionali, che poi non sono così istituzionali, come quando il presidente della Regione, Roberto Maroni, confessa: “Mi accusano di fare accordi solo con Coldiretti, ma questo perchè faccio accordi con chi fa proposte”. Oppure quando il Ministro Martina dice di Coldiretti: “Non c'e' altra forza in Europa che possa radunare così tanta gente non per protestare ma per proporre”.
Poi l'intervento dei giovani, più volte portati ad esempio come vera forza pulita del nostra Paese, incarnati nella delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa: “Noi giovani vogliamo e chiediamo semplicemente di poter fare il nostro lavoro, di poter coltivare la nostra passione” quasi urla Maria Letizia Gardoni con un impeto che fa sobbalzare ed emozionare l'intera platea dei 30 mila.
In questa magica atmosfera le parole esaltanti del presidente nazionale Coldiretti:
-                    Oggi festeggiamo il ritorno della nostra Agricoltura al centro delle attenzioni del Paese;
-                    Abbiamo fatto coincidere gli interessi degli agricoltori con quelli di tutta la nazione;
-                    Abbiamo sempre mantenuto una “doppia contabilità'', portare avanti gli interessi delle nostre imprese, ma senza mai metterli davanti a quelli del Paese;
-                    Oggi la parte migliore dell'industria, della grande distribuzione, della sana cooperazione è tutta con noi;
-                    I nostri nemici sono tutti coloro che non amano l'Italia;
-                    Il cibo come il calcio: il Made in Italy deve essere salvaguardato, quando la presenza degli stranieri supera quella dei nostri ragazzi italiani, si depauperano i vivai e la nazionale non vince più;
-                    Contro il caporalato si sono battutti i nostri bisnonni, indietro non si vuole tornare, oggi le nostre famiglie accolgono 322mila immigrati, provenienti da ben 169 diverse nazioni. E poi esiste un caporalato bianco, nel cuore dell'Europa, dove si sfruttano la manodopera a basso costo, l'ambiente, e si producono prodotti di scarsissima qualità.
E' così che irrompe nell'assemblea il presidente del Consiglio dei Ministri. Renzi riprende lo slogan sul palco e dice: “Coldiretti è la forza amica del Paese, si fa sentire, fa l'interesse dei propri soci, ma è passata dal mugugno e dalla protesta alla proposta e
questo è un grande passaggio. E' quello che chiedo a tutti i corpi intermedi, perchè chi dice sempre no non serve a nessuno e tantomeno all'Italia”.
Poi si lancia  in un apprezzamento del vino italiano, dice per tre volte che è “più buono di quello francese”, poi si corregge per non “urtare la sensibilità dei cugini d'Oltralpe” e dice “A me piace di più di quello francese. Però loro lo vendono il doppio, perchè si sono organizzati prima ed hanno messo in piedi un sistema paese dietro al vino". Il paragone è per dire che è una questione di comunicazione, che occorre superare l'incapacità cronica di noi italiani di riuscire a promuovere all'unisono la nostra identità e i nostri prodotti. “Bisogna parlare bene dell'Italia”, è anche l'appello che Renzi vuole lanciare agli operatori della comunicazione: “Raccontate bene le storie di lavoro presentate da Coldiretti”.
Il presidente del Consiglio, torna così a chiedere "Criticate il governo, criticate la politica, ma non il Paese". E qui si toglie un sassolino con una similitudine con le due tenniste italiane in finale agli U.S. Open.
Ben oltre il mezzogiorno, tra una battuta e l'altra rivolto ai 30 mila, “Io sono cresciuto in una famiglia che alle 13 si chiudeva tutto e si andava a pranzo, quindi ora vi dico le cose che dovevo dirvi venendo qui”: “Dal primo gennaio 2016 sarà cancellata l'Imu prima casa, l'Imu agricola e anche l'Irap agricola”.  La detassazione per i terreni e per le attività agricole coinvolge una platea di 3milioni e 175mila contribuenti nei Comuni di pianura, per un ammontare di imposta di 550milioni e altri 260milioni per i terreni collinari e montani. L’abrogazione dell’Irap agricola, che oggi beneficia di un’aliquota agevolata, riguarda oltre 400mila imprenditori che versano 200milioni l’anno.
Poi il presidente Coldiretti dirà: “E' la prima volta dal dopoguerra che viene tagliata la fiscalità in agricoltura, un peso cresciuto nel tempo che ostacolava la sfida competitiva che hanno lanciato le nostre imprese in Italia, in Europa e nel mondo”.
Così i trentamila, dopo una mattinata ricca di emozioni, possono visitare serenamente la spesso criticata esposizione universale che invece si sta rivelando un successo. Anche l'Expo è un'altra scommessa vinta dall'Italia. E da Coldiretti.

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