E’ stato prorogato al 31 marzo il termine per la variazione della categoria catastale dei fabbricati rurali già iscritti al catasto urbano. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Milleproroghe varato dal Consiglio dei Ministri. La richiesta, da presentare all’Agenzia del Territorio, riguarda la variazione della categoria catastale A/6 per gli immobili rurali ad uso abitativo e D/10 per gli immobili rurali strumentali. Nella domanda l’interessato deve includere un’autocertificazione nella quale dichiara che l’immobile possiede i requisiti di ruralità, in via continuativa a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda. Anche i fabbricati rurali attualmente ancora al catasto terreni dovranno essere accatastati all'urbano entro il novembre di quest'anno.
“La proroga sull’accatastamento dei fabbricati rappresenta un segnale positivo ma non basta – sottolinea la Coldiretti – poiché la manovra avrà un impatto negativo stimato pesante su terreni agricoli e fabbricati rurali, facendo pagare alle imprese agricole attraverso l’Imu un ulteriore costo di un miliardo di euro”.
Ad essere colpiti saranno, infatti, stalle, fienili, cascine e capannoni necessari per proteggere trattori e attrezzi. Si va in questo modo a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione per le imprese agricole.
“Il bene terra, se utilizzato come fattore della produzione in un’impresa agricola, deve avere un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a fondi agricoli speculativi o per fini hobbystici e per consolidare questo obiettivo – conclude la Coldiretti - la manovra va corretta”.
14 Gennaio 2012
Variazioni delle categorie catastali