7 Ottobre 2026
Torna “Nocciolo in campo” giovedì 8 ottobre a Castellero

Incontro di settore promosso da Coldiretti Asti nell’ambito della 44° Fiera “Città della Nocciola”

Attese oltre 20 aziende con nuove tecnologie e soluzioni di ultima generazione

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Torna domani, giovedì 8 ottobre a Castellero, l’appuntamento corilicolo “Nocciolo in campo”, organizzato da Coldiretti Asti, nell’ambito della 44° Fiera “Città della Nocciola” promossa dal Comune.

La giornata prenderà il via alle ore 14,30 con un incontro tecnico, durante il quale verranno affrontati i seguenti argomenti: “Nocciolo, criticità agronomiche e prospettive” a cura di Lorenzo Brigante e di Maria Corte della Fondazione Agrion. Con Mauro Bianco, Presidente Associazione Monferrato Frutta, seguirà la premiazione delle migliori rese 2025 in filiera Elah-Dufour, mentre il responsabile tecnico Coldiretti Asti Antonio Bagnulo illustrerà le prove dimostrative e le proposte presenti nell’area espositiva (piazzale cimiteriale).

Rispetto alle prove in campo sono previste: “Gestione e potatura del noccioleto” con Agrion; “Trincia Interceppo BM-22, trinciatrice per erba e residui di potatura, trattore radiocomandato Alpirobot, arieggiatore-decompattatore, potatura e cimatura con attrezzatura a batteria” a cura di Musso Macchine Agricole; “Trattrici telecomandate green e climber-mdb per operazioni colturali” con Origlia Claudio; “Tagliaerba semovente a leve, RCU robot radiocomandato con trinciatrice per residui di potatura e idrosemina” a cura di Traversa Macchine Agricole; “Raccoglitrice con soffione andanatore e pulitrice nocciole” con M.A.E.R.

Relativamente all’area espositiva, saranno presenti: Capo Nord Ovest con “Progetto interrascan: scansione chimica del suolo”; Canalis Agricoltura con “Fertilizzazione e decompattazione chimica del suolo”; CBC Biogard con “Mezzi e tecniche innovative di difesa fitosanitaria”; Mo-El spa con “Monitoraggio e cattura massale insetti”; Gaia Spa CIC con “Utilizzo agronomico del compost”; Mondo Servizi srl con “Corretta gestione rifiuti agricoli”. Infine: Agricoplast, Toro Irrigazioni, Borio Macchine Agricole, F.lli Martinento, Moritz di Ravizza Aldo e C., Nocciolo Service e Cassinelli.

Quello di Castellero torna ad essere un appuntamento che, nel panorama regionale, conferma l’interesse verso una produzione crescente sul territorio piemontese, dove la superficie coltivata, da circa 8mila aziende sulle 7 provincie, ammonta a circa 28mila ettari, di cui ben 13mila inseriti nell’ultimo decennio. Stringendo l’obiettivo su Asti e provincia, questi i dati Istat: 2192 aziende, di cui 160 bio, per circa 6500 ettari, di cui 927 ha bio.

Un interesse che, tuttavia, al pari di altre coltivazioni agricole, non può prescindere dagli effetti dei cambiamenti climatici, quindi, da una rinnovata tecnica colturale volta a garantirne produzione, qualità e sostenibilità. 

“Dati alla mano degli ultimi anni, con produzioni unitarie di nocciole in discesa e rese economiche, spesso, sotto i costi di produzione, molti noccioleti rischiano l’abbandono o la riconversione” premette Bagnulo. “Indispensabile, dunque, analizzare gli effetti di tali cambiamenti e adattare le tecniche di coltivazione. Per far questo, occorrono nuove conoscenze, nuove tecnologie e nuove attrezzature che, via via, devono entrare nella prassi produttiva delle nostre imprese. Presupposti indispensabili per adoperare scelte agronomiche in termini di fertilità del suolo, gestione del cotico erboso, allevamento e potatura delle piante, concimazione e irrigazione, impollinazione e contrasto alla cascola precoce. Non solo. Occorre anche intervenire dal punto di vista della difesa antiparassitaria (considerando l’altresì presenza di nuovi parassiti) e della protezione delle piante, con prodotti schermanti e biostimolanti”.

“I nostri tecnici Coldiretti, supportati da ricercatori e agricoltori, stanno lavorando alacremente su azioni multiple che, necessariamente, vanno approfondite e messe a sistema per addivenire alle soluzioni maggiormente performanti e soddisfacenti per il comparto” commenta la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “In particolare, il loro lavoro è concentrato su: arricchimento e la difesa della fertilità del suolo, decompattazione del suolo, diffusione di sistemi di irrigazione e di fertirrigazione controllata, inerbimento controllato e sovescio, potatura, contrasto alla cascola precoce dei frutti e analisi delle cause multifattoriali che la influenzano. Ultimi ma non ultimi, su monitoraggio e difesa fitosanitaria”.

“Con i suoi 28 mila ettari, la corilocoltura sta diventando sempre più strategica per l’economia del Piemonte e, in aggiunta all’impegno dei nostri tecnici, occorrono fondi straordinari per estirpi e reimpianti, volti a rigenerare vecchi noccioleti” conclude il Direttore Coldiretti Asti Giovanni Rosso. “Solo così, le nostre aziende potranno affrontare un proficuo percorso di rinnovamento e sviluppo”.

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