12 Novembre 2011
Terreni dello Stato: in vendita entro 3 mesi

Grazie all’azione di Coldiretti arriva un importante contributo per liberare risorse, per contribuire allo sviluppo economico e per risollevare le casse dello Stato. I dati erano stati resi noti il 21 ottobre al all’XI Forum internazionale dell’alimentazione di Cernobbio: lo Stato italiano possiede 338 mila ettari di terreno, per un valore di 6 miliardi di euro. Il Piemonte è al primo posto nella classifica del patrimonio terriero nazionale con oltre 56mila ettari.
Forte dell’indagine realizzata con Swg, che ha rivelato come il 57 per cento degli italiani ritenga che i terreni agricoli di proprietà pubblica dovrebbero essere venduti agli agricoltori, Coldiretti ha ottenuto la dismissione del patrimonio.
Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con uno o più decreti di natura non regolamentare da adottare d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, individuerà i terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato, nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da alienare a cura dell’Agenzia del Demanio. E’ previsto nel maxiemendamento insieme alle disposizioni di vendita “mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400 mila euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400 mila euro”. Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto anche il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. E ancora, “le Regioni, le Province, i Comuni possono vendere” “i beni di loro proprietà aventi destinazione agricola” conferendo mandato irrevocabile a vendere all’Agenzia del Demanio che “provvede al versamento agli Enti territoriali già proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti e documentati”.
“L’accoglimento nel maxiemendamento alla manovra della nostra proposta formulata al Forum di Cernobbio di vendere le terre pubbliche ai giovani coltivatori è una buona notizia per il Paese e per gli agricoltori - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini -sottolineando come la cessione di questi terreni tolga allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rendendo disponibili risorse per lo sviluppo per le casse pubbliche e contemporaneamente favorendo la competitività delle imprese e nuova occupazione in un settore, quello del cibo e del made in Italy, che rappresenta una leva straordinaria su cui poggiare un pezzo importante del nostro futuro”.
La dismissione pubblica ha inoltre il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che meglio dello Stato sono in grado di ottenere valore aggiunto dalle coltivazioni e di generare nuova occupazione.

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