20 Aprile 2015
Terranostra e Campagna Amica fanno rete

“Continueremo a lavorare affinché le nostre aziende agrituristiche possano dare il loro contributo in un’ottica di valorizzazione del prodotto agricolo locale, in collaborazione con le aziende aderenti a “Campagna Amica” per garantire un’accoglienza di qualità, attenta alle esigenze del cliente, nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente”, riassume così l'importante giornata di oggi, lunedì 20 aprile, Giovanna Soligo, da due anni presidente dell’associazione provinciale “Terranostra”.
In una sala gremita da operatori agrituristici, l’assemblea Terranostra, l’associazione delle aziende agrituristiche di Coldiretti Asti, in effetti, ha affrontato argomenti di grande spessore: dalla nuova legge regionale sugli agriturismi, alla rete di Campagna Amica, dalla raccolta dei tappi di sughero per cascina “Graziella” alla questione degli allergeni.
L’assemblea si è aperta alla presenza del Notaio per la delibera di alcune modifiche statutarie, che prevedono, in breve, un estensione del mandato degli organi sociali da quattro a cinque anni e la possibilità di inviare le convocazioni tramite diversi strumenti di comunicazione.
Il segretario provinciale Terranostra, Luigi Franco, ha poi presentato alla platea le novità introdotte dalla nuova Legge Regionale (L. R. 23 febbraio 2015, n. 2) recante disposizioni sugli agriturismi ed ha commentato: “Oggi è necessario sempre più fare rete per promuovere e valorizzare i prodotti agricoli tipici; per questo il circuito Campagna Amica diventa un’importante risorsa da cui attingere, sfruttando il vantaggio della prossimità fra le aziende agricole pronte ad offrire una gamma completa e diversificata di prodotti. Così nascono sinergie sul territorio, si rafforzano i rapporti di fiducia e si possono avere ricadute positive sui servizi offerti ai clienti”.
Tra le modifiche introdotte dalla nuova legge, quella della cosiddetta prevalenza, con il prodotto derivante dall’azienda agricola che dovrà rappresentare almeno il 25% del costo totale; una quota almeno pari al 60% del prodotto dovrà derivare da aziende agricole site nel territorio piemontese, meglio se tramite accordi di filiera. In deroga è consentito l’approvvigionamento di ingredienti complementari non ottenibili in Piemonte, purchè l’80% del prodotto rimanga di origine agricola piemontese. Vige inoltre l’obbligo di indicare l’origine e la provenienza di tutti i prodotti utilizzati nella preparazione dei pasti.
Altra novità, l’Ospitalità rurale familiare, incompatibile però con altre forme di attività agrituristica, permette al solo Imprenditore Agricolo Professionale di mettere a disposizione una parte abitativa del fabbricato rurale per la ricettività e somministrazione di pasti a 10 persone al giorno.
L’Assemblea è stata un’ottima opportunità di confronto tra le numerose aziende presenti, oltre che una possibilità di conoscersi ed iniziare nuove collaborazioni. Un ulteriore e costruttivo passo verso il “saper fare rete” per lo sviluppo del territorio.
In definitiva un buon viatico nell'anno dell'Expo, destinato a far segnare il record assoluto di presenze straniere in Italia. E forse non a caso, proprio l'attività agrituristica riassume bene tutti i temi dell'esposizione universale di Milano, dal cibo, all'ambiente, ai corretti stili di vita.

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