Giovedì 18 giugno, convegno scientifico con i ricercatori del CREA di Conegliano Veneto e del CNR-IPSP di Torino
Studi e avanzamenti in campo su Nebbiolo e in vitro su Barbera e Moscato, con efficacia dimostrata su Oidio e Peronospora
OGM e TEA non sono la stessa cosa! Gli Organismi Geneticamente Modificati sono organismi con un patrimonio genetico modificato, in cui la tecnologia del DNA ricombinante consente l’aggiunta elementi genici naturalmente non ricompresi nella diversità genetica di quella specie. Le Tecniche ad Evoluzione Assistita, invece, accelerano e facilitano ciò che avviene in natura, senza portare DNA estraneo all’interno delle piante.
Ad un giorno (17 giugno) dall’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento Europeo delle Nuove Tecniche Genomiche (NTG), giovedì 18 giugno, il Mercato Contadino di Campagna Amica/Coldiretti Asti ha ospitato un Convegno dal titolo “Le TEA applicate alla viticoltura” a cura dei ricercatori Luca Nerva del CREA (Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia) di Conegliano Veneto e di Irene Perrone e Chiara Pagliarani del CNR-IPSP (Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale di Ricerche) di Torino.
Sono così state ben chiarite le tecniche che regolano le TEA, quali: Cisgenesi (trasferimento di geni di resistenza da specie selvatiche all’interno di specie coltivate appartenenti allo stesso genere) ed Editing Genomico (correzione/riscrittura del genoma). Quest’ultima tecnica produce le sole mutazioni desiderate in maniera molto precisa, imitando quanto potrebbe avvenire spontaneamente in natura e aiutando la pianta ad evolvere più velocemente. Per fare questo, il genome editing si serve della proteina Cas9, presente/utilizzata nei batteri per difendersi dai virus, che, guidata da un RNA guida, taglia il filamento di DNA in una posizione ben precisa, per andare a modificare una specifica porzione di DNA.
Entrambe le tecniche, di cui l’Italia detiene il primato per ricerca e sperimentazione nell’ambito viticolo, si pongono l’obiettivo di salvaguardare varietà di vitigni a rischio di malattie causate da parassiti (come Oidio e Peronospora) piuttosto che da stress idrico.
Oggi, più che mai, l’interesse su queste nuove tecniche è alimentato dall’incremento degli stress ambientali, oltre che dalle malattie fungine. Si guarda dunque alla riscrittura del genoma, con l’intento di agire sia sui portinnesti, per avere radici più profonde e con maggiore capacità di penetrazione, sia sulla parte area, per ridurre la disidratazione frutto-fogliare. Agendo su alcuni geni è possibile originare genotipi più tolleranti, che sono cloni dalla stessa varietà di interesse. Attivando geni di difesa piuttosto che silenziando geni di suscettibilità attivo, si possono ottenere promettenti risultati, anche in termini di salvaguardia e aumento della biodiversità.
“Le prime analisi effettuate dal CREA e dal CNR IPSP hanno prodotto risultati interessanti, riducendo drasticamente i sintomi determinati sia dall’Oidio sia dalla Peronospora” ha precisato Nerva. “Sebbene in fase decisamente embrionale, con lo stesso approccio, il CREA di Conegliano Veneto sta effettuando sperimentazioni anche contro la Flavescenza Dorata.
“Attualmente, la sperimentazione più avanzata delle TEA sui vitigni piemontesi interessa il Nebbiolo, con le piante pronte per essere trasferite in campo sperimentale, al fine di osservarne le risposte, per poi renderle commerciabili tra pochi anni” ha spiegato la Perrone. “Prove di editing, tuttavia, sono già in corso anche su altri cultivar, come Moscato Bianco, Barbera e Dolcetto, di cui abbiamo i primi embrioni in vitro, che poi andranno trasferiti in ambiente controllato, dove verranno effettuati i test di avvenuto editing e di verifica della crescente tolleranza”.
Altro fronte della ricerca, libero da dettami legislativi, è quello sui somacloni resistenti allo stress idrico, ma anche ai parassiti. Lo studio, da qualche anno in corso al CNR-IPSP in collaborazione con Fondazione Agrion, presso la Tenuta Cannona di Carpeneto, e Vignaioli Piemontesi, presso il Centro Sperimentale Bonafus di Chieri, sta producendo risultati interessanti già in campo e, fra circa un paio di anni, potrebbe offrire soluzioni concrete al comparto vitivinicolo.
“Trattasi di piante rigenerate attraverso il processo dall’embriogenesi somatica (forma più moderna rispetto alla selezione clonale tradizionale), quindi, andando a sfruttare la variabilità spontanea che si verifica durante il processo rigenerazione e che porta ad ottenere, nella popolazione di piante selezionate, individui dotati di caratteristiche migliori rispetto alle risposte allo stress” ha spiegato la Pagliarani. Si parla di piante a tolleranza multi-spettro in grado di sostenere la mutazione ambientale e le sfide climatiche”.
Ricerca e sperimentazione, effettuate nell’ambito di TEA4IT (TEA per le Filiere Agroalimentari Italiane), procedono a pieno ritmo, ma occorrono fondi per sostenerle; l’auspicio è che Regione, Ministero, Consorzi di tutela e privati possano intervenire di concerto.
“Le TEA rappresentano un’opportunità per un’agricoltura di nuova generazione, che intenda continuare ad essere protagonista, tutelando la biodiversità e il reddito delle imprese agricole” ha premesso la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “Queste nuove tecniche genomiche, infatti, consentono di selezionare varietà vegetali più resistenti riducendo, al tempo stesso, l’intervento di fitofarmaci e valorizzando la distintività delle nostre produzioni. Le nuove norme UE approvate il 17 giugno segnano una svolta verso una regolamentazione delle piante basata sulle loro caratteristiche genetiche finali, piuttosto che sul modo in cui sono state ottenute, facilitandone l’accesso equo-sostenibile da parte dei viticoltori”.
“Si tratta di innovazioni che, a differenza dei vecchi Ogm, riproducono in modo mirato i meccanismi della selezione naturale, garantendo piena compatibilità con il modello agricolo italiano basato su qualità, sicurezza e sostenibilità” ha concluso il Direttore Giovanni Rosso. “Coldiretti è assolutamente contraria agli OGM, mentre abbraccia con favore le TEA, frutto di una ricerca e una sperimentazione che si basa su principi naturali e non altera l’identità dei cultivar vegetali”.