“Io ho cominciato a scriverli su un foglietto gli impegni presi dai ministri Passera e Catania, ma li avete sentito tutti voi quindicimila e questo vale molto più di un impegno preso difronte ad un notaio”. Ha chiuso così il presidente Sergio Marini l'assemblea nazionale Coldiretti. Al Palolottomatica di Roma Eur, fra lo sventolio delle bandiere gialle, si è vista veramente un'altra Italia. Non a caso il segretario nazionale Vincenzo Gesmundo ha voluto aprire l'assise con l'inno nazionale eseguito dalla banda del Corpo forestale dello Stato. Hanno fatto seguito la proiezione del saluto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e quello di Sua Santità Benedetto XVI, con cui entrambi hanno voluto rimarcare il ruolo strategico del settore primario: “L'assemblea Coldiretti – ha scritto il Capo dello Stato - costituisce occasione importante per riaffermare il valore del grande patrimonio di capacità imprenditoriali, di dedizione al lavoro, di tutela delle tradizioni agro-alimentari, di attenzione alla difesa dell'ambiente di cui è ricca l'agricoltura italiana”. Anche il primo intervento al Palolottomatica, quello del segretario generale della Cei, Monsignor Mariano Crociata, ha rimarcato l'opera educativa e sociale esemplare portata avanti da Coldiretti.
A questo punto è toccato a Carlin Petrini aprire la discussione per tracciare “Una via italiana per lo sviluppo” e qui sono proseguite le analogie fra il progetto Coldiretti e la ricetta per risollevare dalla crisi l'intera nazione. “Questa è una crisi entropica – ha detto il fondatore di Slow Food - e se ne esce solo riqualificando i consumi, quello di Coldiretti è un progetto di nuova economia che vede, fra l'altro la difesa della biodiversità, il rispetto della legalità e la salvaguardia del suolo, concetti a cui io sono molto legato e in totale accordo con voi”. Anche per la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, Coldiretti rappresenta la grande forza e la grande qualità dell'agricoltura italiana, che è uno dei settori che ci possono permettere di uscire dalla crisi. L'Italia più amata da artisti e turisti è quella dove l'agricoltura ha mantenuto la sua funzione essenziale, di impresa produttiva e di salvaguardia del paesaggio”. C'è poi stato l'intervento del presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari, che ha esordito così: "Come fanno una grande organizzazione come la vostra e come la mia a non lavorare insieme?, il riferimento è quello di un consolidamento del progetto della pasta, “100% Italia”, e l'avvio di nuove collaborazioni”.
A questo punto ha preso la parola il presidente Sergio Marini e partendo dalla funzione dell'agricoltura per la salvaguardia del territorio, per la sicurezza alimentare e in generale per vivere tutti meglio, ha ridefinito i termini del progetto Coldiretti e rilanciato sui principali temi a cui la politica non può più astenersi. Lo ha fatto con forza e determinazione, con un coraggio di chi è consapevole di avere alle spalle un grande popolo rappresentato dai 15mila del Palalottomatica.
“Il veto messo dall'Italia e da Monti la scorsa settimana al vertice di Bruxelles – ha detto Marini – è la prova che possiamo cambiare, che non dobbiamo sempre subire”, il riferimento è alle grandi battaglie di Coldiretti sulla trasparenza, la legalità e la giustizia nel sistema agroalimentare italiano e sulla difesa del Made in Italy.
E ancora: "Parti importanti di questo governo continuano a non avere consapevolezza di cosa rappresenti l'agricoltura, è stato criminale non aver convocato l'agricoltura al tavolo sulla riforma del lavoro". E, dopo aver ricordato le straordinarie performance dell' agricoltura italiana incomparabili con quelle di altri importanti paesi, il presidente della Coldiretti ha ricordato che "la via italiana per la crescita non è quella della dimensione e delle economie di scala, né quella dei costi di produzione bassi che colpiscono la coesione sociale”. Il Pil deve essere sostenibile, ha ribadito, facendo notare l'importanza del ruolo dei valori della Coldiretti rispetto allo "sconquasso del paese". Ridata centralità all'agricoltura, ecco le due principali richieste all'esecutivo per i nove mesi che presumibilmente ci separano dalle elezioni politiche: riorganizzare tutto il sistema agroalimentare, creando un percorso di penetrazione dei mercati internazionali e una decisa presa di posizione in sede europea per l'applicazione dell'etichettatura.
Dopo un'ora di discorso a braccio e il tripudio del popolo Coldiretti, la parola passa ai due ministri, Corrado Passera per lo Sviluppo Economico e Mario Catania per le Politiche Agricole. E qui si scopre un'Italia che non ci ricordavamo più, quella di una politica che mette davanti agli interessi di bottega i principi etici e del lavoro (vedesi altro articolo). Al punto che il presidente Marini, riprendendo al termine dell'Assemblea la parola, ha voluto sottolineare come "Senza politica non c'è civiltà, ma c'è una politica cattiva e una buona e noi vogliamo dimostrare che strade alternative sono possibili. Questo perchè una grande forza sociale non può limitarsi alla protesta. Deve finire l'epoca delle deleghe in bianco anche se siamo consapevoli della necessità di mediazioni. Mediazioni che accettiamo solo se sono alte, con tutti coloro che hanno questa stessa idea di Paese per ragionare e costruire un'Italia diversa. Perchè noi vogliamo bene all'Italia".
6 Luglio 2012
Si sta costruendo un’Italia diversa