26 Marzo 2011
Rappresentati, rappresentanti, rappresentanza

Coldiretti Asti torna a consultare la propria base associativa. A partire da lunedì 4 aprile si terranno gli incontri territoriali, lo ha deliberato l’ultima riunione della Giunta esecutiva provinciale. Si incontreranno i dirigenti delle nove zone in cui è suddivisa la provincia: Asti, Nizza Monferrato, Canelli, San Damiano d’Asti, Villanova d’Asti, Moncalvo, Castelnuovo don Bosco, Montechiaro d’Asti e Vesime. Il presidente provinciale, Maurizio Soave, il direttore, Antonio Ciotta (nella foto), e i responsabili di tutti i settori e servizi, illustreranno le principali novità del settore. Si soffermeranno sui grandi obbiettivi raggiunti grazie al progetto Coldiretti di una “Filiera agricola tutta italiana” e si ragionerà sulle imminenti iniziative che porteranno ad un ulteriore rinnovamento del settore agricolo ed agroalimentare nazionale.
Questo è anche l’ultimo anno di mandato dei dirigenti in carica, nel 2012 infatti si svolgeranno le elezioni che porteranno alla definizione dei nuovi rappresentanti della Federazione provinciale Coldiretti. Nel corso degli incontri di zona, si traccerà quindi il percorso che porterà nel giro di un anno alla consultazione di tutti gli associati. La più grande forza sociale del territorio, riapre dunque  il confronto con i quasi 17 mila tesserati. L’organizzazione fondata da Bonomi ha sempre fatto dell’ampia rappresentanza democratica la sua forza. Come sempre si ripartirà dalla base, dal territorio, da tutti i 118 comuni della provincia. Ogni associato, ogni imprenditore agricolo, ogni pensionato, ogni giovane ed ogni donna, avrà diritto di voto per esprimere i rappresentanti del suo comune di residenza.
In seguito esprimeranno i rappresentanti di zona, quindi quelli provinciali che a loro volta andranno a “costruire” tutto il resto dell’organigramma, dai dirigenti regionali fino a quelli nazionali. Il massimo della democrazia, dunque, nonché l’unico modo efficace per non perdere il senso di rappresentanza di una categoria. Ecco, proprio la rappresentanza, la nomina dei rappresentanti dell’organizzazione, sarà uno dei principali oggetti di discussione delle riunioni con i dirigenti in scadenza di mandato. In questo anno di preparazione alla consultazione della base associativa, si metterà in campo una strategia di rinnovamento dei vertici, non solo dell’organizzazione, ma di tutta la filiera agricola.
Infatti, se la struttura Coldiretti, come detto, è garantista al massimo sulla rappresentatività della base, questo non vale per molti enti ed istituzioni che operano lungo la filiera. Gli imprenditori agricoli troppo spesso vengono relegati ai margini degli organigramma di potere di importanti realtà. E’ il caso di migliaia di soggetti economici, dove troppo spesso vengono nominati rappresentanti solo di se stessi, oppure di una cerchia ristretta di affaristi che non può fare il bene della collettività. Come disse il presidente nazionale Coldiretti, Sergio Marini, alla presentazione in Piemonte del progetto di una “Filiera agricola tutta italiana”, è giunto il momento di emarginare “coloro che si mettono la nostra stessa maglia, giocano con noi, ma quando entrano in campo fanno gol nella nostra porta”.
Coldiretti sarà intransigente, non lascerà più deleghe in bianco, farà pesare tutta la sua rappresentatività di due terzi abbondanti della filiera agricola. E’ questo un monito che vale per tutti i gangli di potere, dalle piccole commissioni comunali, alle prestigiose commissioni statali, laddove talvolta si insinuano sistemi già definiti “gelatinosi”.
Il dibattito di questi giorni che vede impantanata la politica su questioni morali ed etiche con forti conflittualità fra i poteri dello Stato, deve valere anche per il settore agricolo ed alimentare. La democrazia presuppone un corretto rapporto fra rappresentanti e rappresentati. I rappresentanti devono fare gli interessi esclusivi dei rappresentati. E Coldiretti farà valere la propria rappresentatività. A tutti i livelli.

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