6 Dicembre 2016
Pane 100% Astigiano, Turismo Unesco e sport

 
Erano presenti i responsabili dei principali enti ed istituzioni, sia politici, economici e del lavoro, questa mattina, martedì 6 dicembre, al “Palco 19” di Asti, per il primo Forum Coldiretti dell'Economia Agroalimentare dell'Astigiano per dare il giusto valore alle produzioni agricole.
Una prima parte ha trattato la divulgazione, al San Martino 2016, dei dati dell'annata agraria. Il vice direttore e responsabile economico di Coldiretti Asti, Luigi Franco, ha snocciolato tutti i dati contenuti in un voluminoso dossier consegnato ai numerosi giornalisti presenti. Tre i fatti più significativi dell'annata, due molto positivi: “La rivalutazione della Barbera d'Asti che, con l'ottima vendemmia, ha sfondato la soglia di un euro al chilogrammo e il momento felice delle nocciole, quotate oltre i 400 euro al quintale. A fare da contraltare – sottolinea Luigi Franco – l'ennesima pessima stagione della cerealicoltura, non dal punto di vista produttivo, ma del valore delle produzioni, con il grano quotato a 15/17 euro al quintale”.
Ha fatto seguito l'apertura del Forum Coldiretti con due sezioni, una sulla filiera del pane ed una sulla valorizzazione del territorio Unesco.
Mentre venivano esposte le principali tipologie di pane dell'Astigiano, fra cui lo storico “Pane di Carlo Alberto” prodotto ad Agliano Terme, “irrompeva” sul palco la tipica Grissia monferrina, che dava modo di lanciare una provocazione: “Perchè questa nostra micca, pagnotta tipica ed esclusiva del territorio, non viene prodotta con grano e farine locali?”. La prima risposta è stata del professore Giovanni Peira, docente dell'Università di Torino esperto in marketing territoriale: “Io non so perchè, però vi posso garantire che il consumatore ricerca sempre più prodotti di questo genere; sono prodotti che possono dare emozioni, con la loro storia, il loro gusto, il loro profumo”. La parola passa quindi a due invitati, rappresentanti le categorie dei molitori e dei panificatori di Confartigianato Asti. “In effetti – rileva Silvio Boano, fornaio di Asti Fr. Sessant – in nostri clienti cercano e vogliono il prodotto tipico. Purtroppo però non sempre si trovano le farine locali adatte per la panificazione”. “Si tratta di adeguare la produzione della materia prima – sottolinea Walter Stroppiana, titolare dell'omonimo mulino di Montiglio Monferrato – con la trasformazione nelle farina adatte e la vendita del pane. Ed è quindi possibile produrre pane con grano e farine locali”. Anche secondo Adriano Cavallito, vice presidente del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest, “possiamo cercare di adeguare la produzione, attraverso un protocollo qualità, alle esigenze della filiera del pane”. Il presidente di Coldiretti Asti, Roberto Cabiale, con le garanzie di un supporto anche da parte della Regione Piemonte, con l'intervento dell'assessore Giorgio Ferrero, può quindi sancire l'avvio di un “progetto per produrre pane 100% Astigiano”. Un stretta di mano con i rappresentanti di Confartigianato suggella l'evento.
Un'altra stretta di mano sancirà dopo mezz'ora l'istituzione di una “Cabina di Regia” per organizzare la valorizzazione dell'Astigiano attraverso il riconoscimento Unesco. Anche in questo caso, l'iniziativa nasce dagli interventi del professor Peira, del dottor Fabio Paruzzo che ha illustrato la sua indagine nella Langa del Barolo che gli è valsa una tesi universitaria con diritto di stampa, di Luca Mogliotti presidente Atl - Asti Turismo e di Annalisa Conti, vice Presidente del Comitato Unesco. “Il nostro principio – rileva Cabiale – è di riuscire a fare squadra, con tutti gli enti e le istituzioni locali, per sfruttare il brand Unesco e promuovere al meglio il Monferrato e la Langa dell'Astigiano. Già dai prossimi giorni, quindi, cercheremo di avviare una consultazione per far nascere un nuovo organismo di coordinamento”. Come appendice alla valorizzazione del territorio, il presidente Cabiale e la delegata provinciale del Coni, Lavinia Saracco, hanno avviato una collaborazione per promuovere i prodotti tipici in occasione delle principali manifestazioni sportive ed avviare una sinergia con il turismo sportivo.
“Siamo veramente soddisfatti – ha detto il direttore di Coldiretti Asti, Antonio Ciotta, al termine dei lavori –, l'organizzazione di questo primo Forum è stata impegnativa, ma ha portato una progettualità molto interessante; ora occorrerà lavorare altrettanto per avviare quanto ci siamo preposti, ma dopo le esperienze positive sui nostri progetti di filiera, dalla Barbera Amica, all'accordo Nocciole con Novi, fino alla produzione dell'orzo per una nuova malteria, che valgono già circa 3 milioni di euro annui sul solo territorio astigiano, siamo sicuri che anche con la filiera del pane e con i progetti turismo Unesco e sport, sapremo cogliere importanti risultati”.

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