28 Ottobre 2026
Nuove promesse durante il sit-in degli agricoltori a Palazzo Lascaris

Presentato al Consiglio Regionale il decalogo degli impegni urgenti per il comparto agricolo piemontese

Giovanni Rosso: monitoreremo che quanto annunciato venga puntualmente applicato

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Massiccia partecipazione da tutto il Piemonte, martedì 27 ottobre a Torino, per difendere il reddito degli agricoltori e la salute delle persone. Sotto al claim - L’agricoltura deve dare e deve avere futuro – si è tenuto un accalorato sit-in davanti al palazzo del Consiglio Regionale del Piemonte, organizzato da Coldiretti Piemonte alla presenza di tutte le federazioni provinciali, Asti inclusa.

Tra cappellini gialli, bandiere svolazzanti e campanacci, si sono moltiplicate le incitazioni riportate sui cartelli del tenore di: “Carburante d’oro = futuro in cenere”, “Costi fuori controllo = no futuro per l’agricoltura”, “Dignità per il reddito degli agricoltori”, “Difendiamo il futuro dei nostri imprenditori”, “Tutela per la salute dei cittadini” e “No ai cibi ultraformulati nelle mense pubbliche”.

Dieci le azioni di massima urgenza sollecitate al tavolo del Consiglio Regionale del Piemonte:

1.     Costi di produzione alle stelle e non più sopportabili. Urgente intervento rivolto a tutti i comparti produttivi volto al contenimento del caro gasolio e del caro fertilizzanti a tutti i comparti produttivi. L’incidenza di queste maggiori spese ha determinato una mancanza di liquidità, per cui occorre anche intervenire sul contenimento degli oneri finanziari;

2.     Filiere produttive. Urgono azioni a tutela delle imprese e delle aggregazioni d’imprese contro lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), ridistribuendo in modo equilibrato il valore lungo l’intera filiera. Chiesto un confronto in Regione con gli attori della distribuzione organizzata.

3.     Cambiamenti climatici e gestione irrigua. Richiesta urgente avvio della procedura, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, essendo stata l’estate 2026 la più calda degli ultimi 70 anni. Parallelamente serve un piano invasi multifunzionale per evitare di operare sempre in emergenza.

4.     Cibo e salute. Promuovere una cultura della sana alimentazione deve diventare una delle priorità delle linee di indirizzo del Piemonte, per difendere la salute delle persone contro i cibi ultraformulati, inserendo ulteriori specifiche indicazioni nei capitolati delle mense pubbliche.

5.     Ambiente e territorio. Serve maggiore flessibilità rispetto alla fase di completa attuazione del Piano Stralcio Agricoltura, parte integrante del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria, al fine di concedere più tempo alle imprese zootecniche, prevedendo un periodo di sospensione delle sanzioni.

6.     Gestione del rischio. Occorrono risorse aggiuntive per le polizze agevolate. L’incentivazione dell’adozione di un’adeguata gestione del rischio può permettere alle imprese di proteggersi da eventi avversi sempre più frequenti, salvaguardando la produzione e la redditività.

7.     Consumo di suolo. La tutela delle aree agricole deve rappresentare uno degli obiettivi primari della Regione, contrastando al massimo il consumo di suolo, fino ad azzerarlo, per garantire la produzione di cibo per tutti.

8.     Fauna selvatica. Urge rafforzare l’azione di contenimento. Urge superare la beffa rappresentata dal riconoscimento solo parziale del valore del danno periziato. E’ necessaria, dunque, una riforma dell’attuale assetto del sistema venatorio regionale.

9.     Lavoro stagionale. Bisogna sostenere l’accoglienza innescando processi virtuosi, mettendo in sicurezza la manodopera agricola stagionale, sostenendo quelle imprese che vogliono realizzare investimenti finalizzati proprio a tale scopo.

10. Montagna e pascoli. Alla luce del diverso andamento climatico, urge una revisione delle fasce altimetriche e dei periodi di pascolamento, per favorire la tutela ambientale ed il presidio dei territori montani.

A ricevere la delegazione di Coldiretti Piemonte con i presidenti delle federazioni provinciali ci sono stati il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, tutti i capigruppo e, in collegamento da remoto, l’assessore regionale all’agricoltura, Paolo Bongioanni. Nel corso del sit-in, il presidente Nicco ha annunciato lo stanziamento di ulteriori risorse regionali al sostegno del comparto.

“Prendiamo atto, tra gli altri, dell’impegno della Regione a stanziare i primi 13 milioni di euro” commenta la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone “ma gli impegni vanno anche oltre. Infatti, abbiamo altresì ottenuto: la volontà di convocare il Tavolo Filiere, Tavolo con la GDO e il Tavolo Verde; di attuare politiche che vietino l’utilizzo di cibi ultraprocessati nelle mense pubbliche; la revisione delle tempistiche di adeguamento per le aziende zootecniche rispetto alle misure previste dal Piano regionale per la Qualità dell’aria; la previsione di azioni a supporto del comparto corilicolo e per alleggerire la pressione degli oneri finanziari”.

“L’agricoltura non può più aspettare” ha aggiunto il Direttore Coldiretti Asti Giovanni Rosso. “Non possiamo chiedere ai nostri produttori di produrre cibo di qualità, garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute dei cittadini, nonché di presidiare i territori, mentre i costi di produzione continuano a divorarne il reddito.

Per questo, è fondamentale avere risorse che permettano di far scendere il costo del gasolio al di sotto di 1 euro al litro.  Non solo. Occorre intervenire in maniera trasversale, sui vari temi prioritari che abbiamo presentato a tutela delle filiere. Coldiretti non abbasserà la guardia. Monitoreremo che quanto promesso durante il sit-in venga puntualmente e completamente attuato”.

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