Fondate le preoccupazioni, da anni, sollecitate da Coldiretti
Lo studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Campus di Piacenza
Ancora una volta, è la scienza a confermare le fondate preoccupazioni, da anni, sollevate da Coldiretti sugli interessi delle multinazionali, intenzionate a sostituire il cibo prodotto dagli agricoltori e dagli allevatori, con quello realizzato in laboratorio.
Un cibo, a loro dire: “più economico, sostenibile e sicuro per la salute” ma, di fatto, in contrasto con le evidenze scientifiche ed economiche. Infatti, il recente studio realizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore Campus di Piacenza, al quale hanno contribuito oltre dieci scienziati, torna a evidenziare criticità e interrogativi ancora aperti, in termini di sicurezza, caratteristiche nutrizionali e sostenibilità ambientale, di tali produzioni.
Insomma, una grande operazione speculativa che, ridotta al vantaggio di pochi oligarchi privi di scrupoli, mostra oggi tutti i suoi limiti. Costi elevati e difficoltà operative, per rendere sostenibile la produzione su scala industriale, hanno mandato in fumo miliardi di investimenti, portando alla chiusura molte start up e spingendo parte del settore a cercare nuovi sbocchi nel petfood.
“Fin dall'inizio, Coldiretti aveva denunciato il rischio che, dietro alla falsa promessa di un'alimentazione più conveniente e sostenibile, si nascondessero soprattutto gli interessi finanziari di pochi grandi gruppi, mettendo in discussione il futuro della zootecnia e delle filiere agroalimentari tradizionali” sottolinea la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “Questa è una battaglia per la quale Coldiretti ha mobilitato milioni di cittadini, raccogliendo oltre due milioni di firme e contribuendo al percorso che, nel 2023, ha portato all'approvazione della legge italiana contro i cibi derivanti da colture cellulari”.
“Un impegno giunto in Europa, in seguito alla grande manifestazione del 19 marzo 2025 davanti alla sede di Efsa a Parma, dove 30mila agricoltori avevano chiesto trasparenza, controlli rigorosi e studi clinici e preclinici prima di qualsiasi autorizzazione” prosegue il Direttore Giovanni Rosso. “Allo stesso modo e con la stessa determinazione, Coldiretti porta avanti la lotta contro gli alimenti ultraformulati, che numerose ricerche scientifiche associano a rischi gravi per la salute, soprattutto, in età giovanile”.
Tra i passi concreti di Coldiretti, anche, il progetto “Campagna Amica per la Salute” che, lo scorso 10 luglio, ha suggellato la grande alleanza tra medici, agricoltori e cittadini. In oltre 70 ospedali italiani, Asti incluso, sono stati organizzati laboratori e convegni, nonché introdotti i Mercati Contadini con la distribuzione di prodotti freschi, sani e genuini. “Difendere l’agroalimentare, la biodiversità e la Dieta Mediterranea significa difendere anche la salute umana e del pianeta, il reddito degli agricoltori e un modello alimentare fondato sul cibo naturale e sulla qualità e sulla trasparenza” chiosano Monticone e Rosso. “Una battaglia che continuerà in Italia e in Europa, perché il futuro dell'alimentazione non può dipendere dagli interessi finanziari di poche multinazionali prive di scrupoli”.