25 Febbraio 2012
Le nuove tendenze a un consumo responsabile

Le statistiche che vedono una notevole riduzione dei consumi di vino, hanno sicuramente inciso negli anni anche sull'economia complessiva della provincia di Asti e quindi possono creare ulteriori preoccupazioni per gli addetti al settore del nostro territorio. A questo riguardo riportiamo di seguito l'intervento di Secondo Rabbione, responsabile del Centro Studi Vini del Piemonte con sede a San Damiano d'Asti.

“Con l’avvio dell'attività del “Centro Studi Vini del Piemonte”, uno degli obiettivi prioritari che Coldiretti si è posta risiede nella “conoscenza globale” del vino, anche attraverso un consumo responsabile, sensibilizzando in tal senso le giovani generazioni e promuovendone il suo legame con il territorio e la cultura.
Il vino può realmente rappresentare per i giovani un segno distintivo per un nuovo stile di vita, così come è stato per altre campagne di civiltà di Coldiretti che hanno riavvicinato i cittadini consumatori alla filiera corta ed alle molte iniziative di “Campagna Amica”
Occorre pertanto farlo “riconoscere”; occorre esercitarsi per ideare soluzioni nuove, occasioni nuove di consumo, di incontro, perchè il vino può ancora affascinare i giovani con il suo mondo di emozioni, il suo carisma e la sua storia.
Non c’è più tempo per l’approssimazione; bisogna mettere in campo genio, immaginazione esperienze e conoscenze acquisite.
Organizzare momenti di socializzazione, degustazioni guidate, percorsi a tema, perché come dice un nostro produttore: “condividere un bicchiere di vino è un gesto di amicizia”.
La nota del Ministero della Salute, dalla quale si evidenzia la crescita fra i giovani dell'abitudine al consumo di superalcolici, aperitivi e amari, deve soltanto stimolarci a fare di più e meglio, perché queste altre bevande, rispetto al vino, non hanno nulla di affascinante da raccontare.
I ricarichi eccessivi presso la ristorazione rappresentano sicuramente un ostacolo; le campagne “anti-alcol” e la stretta sulle norme del codice della strada hanno colpito senza distinzione anche il vino; tutto ciò non deve intimorirci se sapremo coinvolgere i giovani e indirizzarli verso le cose vere, l’economia reale, di cui il vino nella nostra realtà è protagonista assoluto.
Questo è un metodo educativo indispensabile affinché le cose possano cambiare e gli adulti di domani riconsiderino il vino, non alla stregua dei superalcolici o dei drink, ma come parte integrante della nostra cultura ed identità nazionale.
Il CSVP è già all’opera per fare la sua parte, soprattutto con i giovani”.

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