13 Febbraio 2024
La voce di Coldiretti al vertice con la Premier Giorgia Meloni

Proposte chiare, concrete e attuabili subito per l’agricoltura italiana

Tanti gli interventi da spendere su tutti i fronti contenuti nel documento presentato dal Presidente Ettore Prandini

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Dal ripristino dell’esenzione Irpef agli aiuti per le filiere in crisi fino alla moratoria sui debiti. Queste, alcune delle proposte contenute nel documento presentato dal presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini al Premier Giorgia Meloni, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza Mantovano, i vicepremier Tajani e Salvini e i ministri Lollobrigida, Giorgetti, Piantedosi, Fitto, Ciriani e Calderone.

“L’ascesa dei tassi di interesse, così come l’aumento dei costi di produzione, a causa delle guerre, e dell’inflazione, che riduce il potere di acquisto, nonché le conseguenze di alcune scelte sbagliate dell’Unione Europea, stanno determinando situazioni di difficoltà in numerose aziende” ha premesso Prandini durante l’incontro.

“A livello nazionale”, riprende il Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone, “sono necessari interventi che rispondano, innanzitutto, alla difesa del reddito delle aziende agricole. Come richiesto nei mesi scorsi da Prandini, è importante poter ripristinare l’esenzione Irpef agricola e lo sgravio contributivo per le nuove imprese agricole aperte da giovani. Importante, poi, l’annuncio dell’inserimento della proroga all’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione per i mezzi agricoli, come richiesto da Coldiretti. Stop alle vendite sotto i costi di produzione e più controlli contro le pratiche sleali. Dopo aver denunciato la Lactalis sul prezzo del latte, Coldiretti è pronta a fare lo stesso su tutte le filiere rilanciando la raccolta di segnalazioni da parte dei soci”.

“Sulle emergenze agricole” prosegue il Direttore Coldiretti Asti Diego Furia, “è necessario il decreto attuativo, con un primo stanziamento per le filiere in crisi, ricorrendo al Fondo emergenze della legge di bilancio; anche sul fronte delle assicurazioni agevolate bisogna procedere a pagamenti immediati per le annualità 2022 e 2023”.

“In Europa, come accaduto per la guerra in Ucraina e per il Covid, serve che la Commissione Ue adotti un quadro temporaneo specifico per la crisi del settore agricolo europeo” prosegue Furia. “Un intervento che semplifichi la possibilità, per gli Stati membri, di erogare un aiuto volto a diminuire i costi delle imprese o a indennizzale da danni subiti nelle emergenze e nelle crisi. Allo stesso tempo, Coldiretti propone di poter aumentare i fondi per gli aiuti diretti Pac, in modo da compensare l’inflazione non conteggiata oggi. Per attutire l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse bancari, combinato con l’inflazione e con l’incremento dei costi di produzione, è poi necessaria una moratoria dei debiti delle imprese agricole a livello europeo”.

La Coldiretti chiede altresì la cancellazione definitiva delle regole europee che impongono di lasciare terreni incolti. “È insensato impedire agli agricoltori europei di produrre in tutte le campagne a disposizione, per poi aumentare le importazioni dall’estero da Paesi che non rispettano i nostri standard”.

“Occorre poi dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi ed introdurre, con decisione, il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno. Questo anche alla luce degli accordi di libero scambio in discussione come il Mercosur, che penalizzerebbero agricoltori e cittadini europei. Va allargato il fronte del no al cibo artificiale”.

Dopo che Coldiretti ha raccolto oltre 2 milioni di firme, è arrivata la legge italiana sullo stop agli alimenti a base cellulare, che è stata presa ad esempio da altri stati, mentre ben 12 Paesi hanno sottoscritto un documento che prevede una “moratoria” su questo tipo di prodotti.

Per produrre cibo sano e di qualità servono: una giusta remunerazione e un giusto reddito per gli agricoltori” sottolinea la Monticone. “Sostenere gli accordi di filiera serve proprio a costruire mercati più equi, con una più giusta distribuzione del valore. Da questo punto di vista, fondamentale risulta legare la nuova Pac ad un rafforzamento della direttiva Utp contro le pratiche sleali. Per un vero sviluppo rurale servono regole semplici. Con la stessa logica servono risorse per favorire la ricerca agricola, ad esempio sullo strumento delle Tea, la nuova genetica green. L’Unione europea deve lanciare una grande campagna di sostegno all’agricoltura di precisione, attraverso meccanismi di aiuto efficaci e semplici. Allo stesso tempo, va sbloccata l’autorizzazione per il pieno utilizzo del biodigestato come fertilizzante naturale alternativo a prodotti di sintesi”.

A livello nazionale, per garantire la disponibilità di terreni fertili occorre anche fermare il fotovoltaico a terra, con un decreto immediato del Ministero dell’Ambiente sulle aree idonee per fermare le speculazioni. Anche sulla fauna selvatica bisogna fare di più riducendo la pressione dei cinghiali sulle colture e dando la possibilità agli agricoltori di difendere le terre.

Sul lavoro agricolo, infine, Coldiretti chiede di contenere i costi indiretti e ridurre la burocrazia in linea con i nostri competitor come Francia e Spagna. Da velocizzarsi, anche le procedure di rilascio dei visti d’ingresso da parte dei consolati italiani all’estero per i lavoratori stagionali agricoli di cui al decreto flussi.

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