7 Giugno 2014
La scelta green degli studenti italiani

Svolta green nelle scuole italiane. Per il nuovo anno scolastico gli istituti agrari hanno avuto un incremento delle iscrizioni del 12 per cento rispetto al 2013/14.
Un vero boom con tendenze positive per tutti gli indirizzi legati all’ambiente, all’alimentazione e al turismo. E’ quanto da un dossier elaborato da Coldiretti in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente proclamata dall’Onu.
Nell’anno scolastico 2014/2015 si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici e professionali della scuola secondaria di secondo grado, statali e paritarie 264.541 giovani e tra questi ben il 24 per cento ha optato per l’agricoltura, l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Complessivamente in soli questi tre indirizzi ci sono ben 63.719 nuovi iscritti contro i 60.017 dello scorso anno.
Oltre all'incremento record delle scuole tecniche di Agraria, agroalimentare e agroindustria, crescono anche i ragazzi che scelgono le scuole professionali per i servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (+8 per cento) e quelli che si indirizzano verso l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera (+5 per cento). Una tendenza che si sta accentuando negli ultimi anni nelle scuole superiori che è confermata anche dai livelli superiori di istruzione, secondo un’analisi Coldiretti effettuata sulla base di una ricerca Datagiovani relativa agli effetti della recessione sugli Atenei italiani nel periodo dal 2008 ad oggi. Le iscrizioni alle Facoltà di scienze agrarie, forestali ed alimentari hanno fatto registrare la crescita più alta nel periodo considerato con un aumento del 45 per cento. Numeri che testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un sondaggio Coldiretti/Ixè secondo il quale il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o fare l’impiegato in banca (13 per cento). Ed anche che il 50 per cento degli italiani ritiene che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro mentre solo l’11 per cento ritiene che l’operaio possa avere sbocchi occupazionali. D’altra parte, secondo un altro sondaggio Coldiretti/Ixè, alla domanda su quanto siano importanti i vari settori per l’economia italiana, turismo e agricoltura si piazzano al primo e secondo posto, rispettivamente con il 73 per cento e il 66 per cento delle preferenze, davanti ad artigianato (60 per cento), industria (53 per cento), servizi (49 per cento), commercio (47 per cento), mentre la finanza si colloca all’ultimo posto con il 24 per cento. E per oltre quattro italiani su dieci (il 42 per cento) l’importanza dell’agricoltura è destinata a crescere nei prossimi anni, contro un 38 per cento secondo cui resterà uguale e un 16 per cento che ritiene diminuirà.
“I giovani hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per far tornare a crescere l’Italia” ha affermato il presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è in atto una rivoluzione generazionale che punta su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina”.
“In un momento in cui il mercato del lavoro è in crisi ed è venuta meno la stessa idea che l’industria possa dare a tutti un posto, con le situazioni drammatiche cui stiamo assistendo in queste settimane – sottolinea il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Maria Letizia Gardoni - l’agricoltura moderna e multifunzionale consente oggi ai giovani di avviare un’attività imprenditoriale nella quale esprimere le proprie idee e il proprio vissuto di esperienza e cultura”.

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