7 Luglio 2012
Il Ministro sposa la linea Coldiretti

Alla fine il presidente nazionale Coldiretti, Sergio Marini, è forse più realista dei Ministri presi dall'enfasi dei 15mila del Palalottomatica: “Oggi l'ipotesi più ottimistica – ha detto Marini - è che il Governo abbia nove mesi di vita, se anche solo una parte degli impegni assunti dai Ministri Passera e Catania andrà a buon fine, sarà un risultato eccezionale”. Detto direttamente dal timoniere di Coldiretti, aduso a sentirsi fare poche promesse e sempre molto vaghe, si capisce come effettivamente i due Ministri intervenuti all'assise di giovedì siano apparsi molto determinati e totalmente in linea con i desiderata dellìorganizzazione. In effetti, Catania, in qualità di tecnico esperto, e con ampi cenni rassicuranti da parte di Passera, è andato ben oltre i soliti vaghi accenni su quella che per tanti anni è stata la politica riservata all'agricoltura nazionale. Mario Catania è entrato nello specifico ed ha anche dichiarato un'assoluta assonanza con i temi Coldiretti.
"Mi sento a casa, qui, e so quante cose abbiamo fatto insieme in questi anni. Coldiretti ha viaggiato sempre insieme a me, o meglio, io ho viaggiato sempre insieme a Coldiretti". Ha esordito così il Ministro delle Politiche Agricole giovedì all'Assemblea nazionale Coldiretti. E da qui ha elencato i precisi impegni, rispondendo su tutto il fronte ai desiderata del presidente Marini. Primo fra tutti l'etichettatura “Andremo fino in fondo – ha assicurato Catania - chiederemo a Bruxelles una normativa che riconosca in modo evidente l'origine del prodotto, sia tal quale sia trasformato. Su questo non faccio mediazioni".
Molti applausi per aver sottolineato i principi cari a Coldiretti: “Mi batterò affinche agli agricoltori sia riconosciuto un giusto reddito,non è solo un fatto economico, ma anche etico e culturale". Riprendendo poi il discorso aperto con il presidente Coop, ha rimarcato "tutta la grande distribuzione deve fare ancora di più, deve trovare con le imprese agricole un contatto diretto". Poi il Ministro non ha nascosto un sentimento di "angoscia profonda" per la convinzione che smetterà "di fare il ministro con la sensazione di non aver fatto tutto quello che bisognava fare". Catania è poi tornato anche sulle questioni consumo di suolo ed energie rinnovabili toccate da Petrini: "non possono entrare in competizione con l'agricoltura destinata alla filiera alimentare".
Il Ministro non si è sottratto anche ad un passaggio sulla spending review, su cui è apparso fiducioso, anche se ha detto onestamente di non poter ancora parlare perchè gran parte delle decisioni non dipendono da lui. "Sulla pubblica amministrazione in agricoltura – ha detto Catania - devo fare molto, lo so, conosco il problema: il sistema degli organismi pagatori non va,me l'avete detto tante volte, occorre una svolta e spero di riuscirci oggi pomeriggio".
Infine l'impegno sulla Pac, forse il più arduo ed anche il più ardito (vista l'enfasi con cui l'ha espresso): “Sarà una Pac le cui risorse andranno solo a chi fa agricoltura, su questo ci metto la faccia e non farò mediazioni. Non sarà data una lira in più alla proprietà fondiaria, a chi non vive di agricoltura".

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