Con 20 mila imprese, 24 mila addetti e un valore della produzione lorda vendibile di 400 mila euro, il Piemonte vitivinicolo non può perdersi del marasma della burocrazia. Via lacci e lacciuoli superflui e lotta alla lentocrazia, per avviare la riscossa di un settore fondamentale per il superamento della crisi economica.
Un presupposto che da martedì scorso è diventato un progetto concreto. In un incontro con il presidente della Regione, Roberto Cota, e l’assessore all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, Coldiretti Piemonte ha presentato il decalogo per la semplificazione burocratica del settore vitivinicolo. Dieci punti, contenuti in un documento operativo, sintetizzano le problematiche burocratiche che gravano sul settore e tracciano le prime azioni concrete da intraprendere per una semplificazione concreta.
Le linee operative antiburocrazia predisposte da Coldiretti per il settore vitivinicolo prevedono di armonizzare i diversi obblighi di legge connessi alla conduzione dei vigneti, alla produzione del vino ed alla commercializzazione. Oggi ci vogliono letteralmente due chilogrammi di carta per tutti gli adempimenti che sono necessari a produrre una bottiglia di vino. Sono troppi i passaggi superflui e tutta quella burocrazia inutile che soffoca le imprese vitivinicole.
Alla presentazione in Regione del “Decalogo per la semplificazione e la sburocratizzazione nel settore vitivinicolo” sono intervenuti il presidente ed il direttore regionali, Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, ad illustrare i dieci punti operativi il presidente Coldiretti Asti, con delega regionale al settore vitivinicolo, Maurizio Soave.
“Tra i primi passaggi necessari – ha evidenziato Maurizio Soave - è necessario rimodulare le risorse regionali destinate al comparto vitivinicolo. Oggi, una buona parte dei contributi non è destinata alla imprese agricole. Chiediamo che una quota maggiore dei contributi regionali sia destinato agli investimenti in azienda. La Regione Piemonte deve diventare l’Ente garante di iniziative volte a risolvere gli odierni problemi di mercato, migliorando quelle norme restrittive che non permettono una snella commercializzazione dei vini e che spesso vincolano i consumatori a scegliere prodotti meno naturali del vino”.
Tra gli obbiettivi del decalogo, hanno sottolineato i vertici di Coldiretti Piemonte, la possibilità che il governo regionale possa contribuire alla sburocratizzazione anche a livello nazionale. La Regione Piemonte, capofila nel settore vitivinicolo nella Conferenza Stato-Regioni, deve farsi portavoce delle difficoltà delle imprese dinanzi al Ministro per la semplificazione normativa, perché le politiche ad hoc per la vera sburocratizzazione del settore sono indispensabili e non più rinviabili.
10 Giugno 2011
Il decalogo per la semplificazione del vitivinicolo