Questa settimana ha destato forte indignazione fra gli allevatori l'abolizione imposta dall'Europarlamento dell'etichettatura facoltativa sulla qualità della carne. La risoluzione del Parlamento è passata con otto voti di scarto, abolendo di fatto, a decorrere dal 1° gennaio 2014, tutte le informazioni aggiuntive come ad esempio, l'età del bovino e la sua razza, il nome e l'indirizzo dell'allevatore, la dicitura no Ogm.
Con il rinvio di almeno cinque anni dell'obbligatorietà del chip per i bovini, l'abolizione dell'etichetta facoltativa è un duro colpo per la nostra razza Bovina Piemontese e stupisce di come abbiano fatto otto europarlamentari italiani (così come reso noto dal quotidiano “Libero”), Vito Bonsignore (Pdl), Alfredo Antoniozzi (Pdl), Raffaele Baldassarre (Pdl), Carlo Casini (Udc), Herbert Dorfmann (Sudtiroler Volkspartei), Salvatore Iacolino (Pdl), Erminia Mazzoni (Pdl) e Aldo Patricello (Pdl), ad avallare con il loro voto una decisione del genere.
La questione è molto delicata per l'Italia, anche perchè la linea tracciata in questi anni, non solo da Coldiretti, ha portato alla rivendicazione di una produzione di qualità a cui l'intero sistema si è adeguato, lasciare l'anonimato significa favorire esclusivamente l'importazione nel nostro paese di carne allevata con sistemi poco salubri danneggiando non solo i nostri allevatori ma tutti i consumatori.
Già nei giorni precedenti il presidente nazionale Coldiretti, Sergio Marini, era stato molto duro nei confronti del parlamento nazionale che aveva introdotto l'invenzione dell'approvazione UE sull'aumento al 20% del succo di frutta nelle bibite, affermando che “cambiano i Governi, ma non cambia il modo di certi politici di prendere in giro i cittadini”. Ora quest'altra presa di posizione in seno al parlamento europeo, appare agli allevatori e ai consumatori per lo meno scellerata. Di certo non abbiamo buone prospettive: berremo tutti succhi di frutta con meno frutta possibile e mangeremo carne bovina senza sapere come gli animali sono stati allevati. La decisione degli otto europarlamentari italiani appare quindi autolesionistica, sono quasi dei “franchi tiratori suicidi”: hanno sparato anche contro se stessi.
Il voto dell'Europarlamento
Si spera in un nuovo disciplinare
Con 333 voti favorevoli contro 325, a maggioranza il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha adottato l'emendamento volto a sopprimere, a decorrere dal 1° gennaio 2014, l’attuale sistema regolato dagli artt. 16, 17 e 18 del Regolamento 1760/2000. Il testo adottato conferma, in linea generale, le proposte formulate dalla Commissione europea volte alla soppressione dell’attuale procedura in vigore, che prevede l’approvazione di un disciplinare per l’etichettatura facoltativa delle carni bovine, da parte delle autorità competenti degli Stati membri, sulla base delle richieste degli operatori. A livello procedurale, resta da vedere se il Parlamento europeo riuscirà a raggiungere un accordo con il Consiglio sulla Relazione in questione, che riguarda anche l’introduzione dell’identificazione elettronica dei bovini (EID) su base volontaria, ferma restando la possibilità per gli Stati membri di introdurla su base obbligatoria sul loro territorio.