“E’ finita l’epoca delle deleghe in bianco”, possiamo riassumere così quanto sta emergendo dai primi incontri organizzati da Coldiretti Asti con la base associativa.
Con le nove riunioni programmate nei principali centri agricoli della provincia, Coldiretti progetta il futuro dell’organizzazione e dell’intero settore primario secondo il grande progetto di “Una filiera agricola tutta italiana”. Al centro dell’attenzione il rinnovamento dell’intero sistema, puntando il dito sulle prese di potere talvolta non supportate dall’effettiva rappresentatività di chi è stato delegato. In somma Coldiretti, la più grande forza sociale del territorio, vuole contare per quanto rappresenta. “E’ una questione etica, innanzitutto – evidenzia il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave – troppe volte abbiamo visto interessi particolari anteposti al bene collettivo. Per il mondo agricolo è anche una necessità. Lungo la filiera ci sono ancora troppi passaggi, troppe rendite parassitarie, troppe situazioni in cui guadagna chi non fa nulla, mentre chi lavora non riesce a ricavare la giusta redditività”.
Un primo esempio di maggiore trasparenza del sistema di rappresentatività nel settore agricolo viene dall’esito del recente ricorso promosso da Coldiretti al TAR del Piemonte riguardante le nomine alla Camera di Commercio di Asti. Al settore agricolo spettavano tre rappresentanti nel consiglio di amministrazione, a Coldiretti Asti ne furono assegnati solo due. Impugnata la designazione, il tribunale amministrativo regionale ha dato ragione a Coldiretti, disponendo la nomina di un ulteriore rappresentante e la revoca di chi ne aveva occupato il posto precedentemente. In questi giorni la Camera di Commercio ha quindi chiesto di nominare il terzo rappresentante Coldiretti: è stato designato il direttore provinciale, Antonio Ciotta, che si aggrega così agli altri due rappresentanti dell’organizzazione, il presidente Maurizio Soave e Michelino Rovero.
“Per noi – sottolinea Antonio Ciotta – è una vittoria importante, una rivendicazione di principio e di sostanza. Di principio perché è corretto che a rappresentare il mondo agricolo vada chi ha la rappresentanza e di sostanza perché in ogni ente o aggregazione esiste un potere decisionale che influenza il destino delle persone. Per troppo tempo abbiamo permesso che altri fossero artefici del nostro destino”.
Dunque per Coldiretti è iniziata la stagione del rinnovamento e della giusta rappresentatività. Dopo i primi due incontri di lunedì e martedì a Villanova d’Asti e a Canelli, la prossima settimana, i rappresentanti delle oltre 17 mila imprese agricole associate Coldiretti, si ritroveranno a Moncalvo, San Damiano, Vesime, Montiglio, Asti e Castelnuovo don Bosco. Gli incontri si tengono tutti in orario serale, a partire dalle ore 21.