16 Luglio 2020
Crisi Covid: accolte molte proposte Coldiretti

Crisi Covid: si delineano gli aiuti alle imprese agricole

Sgravio dei contributi per sei mesi, “Vendemmia Verde” e interventi agli allevamenti: accolte molte proposte Coldiretti

 

Non sarà ancora propriamente un piano Marshall, ma molte proposte di Coldiretti sono state accolte e approvate con il decreto Rilancio. Fra questi c'è, ad esempio, il taglio del costo del lavoro in agricoltura nei settori più colpiti dalla crisi provocata dall’emergenza Covid. “Un risultato importante – commenta il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio - per salvare lavoro e occupazione in settori importanti per l'economia come il vitivinicolo, il florovivaismo, il cerealicolo, l'agriturismo e l'apicoltura”.

“L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro – sottolinea il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia - interviene per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020. Ci sono poi l'istituzione di un Fondo emergenziale di 90 milioni a supporto del settore zootecnico e la “Vendemmia Verde” a favore dei viticoltori”.

“La vendemmia verde parziale – rileva Reggio – è il provvedimento più atteso dagli agricoltori dell'Astigiano. Interviene a sostegno delle nostre eccellenze in un momento particolarmente difficile e incerto. Si potrà applicare con la corrente campagna vitivinicola 2020/2021”.

Ma vediamo di seguito il dettaglio dei provvedimenti.

 

SGRAVIO CONTRIBUTI

Esonero per i primi sei mesi del 2020 dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole ma anche ippicoltura, pesca e dell'acquacoltura. Il provvedimento è stato approvato con un emendamento al DL Rilancio. In totale vengono quindi stanziati 426 milioni per il taglio del costo del lavoro nei settori più colpiti dalla crisi provocata dall’emergenza Covid”.

 

VENDEMMIA VERDE

Con l'approvazione in Conferenza Stato-Regioni e il varo del decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali delle procedure attuative, si delineano i termini per l’erogazione del contributo da corrispondere alle imprese viticole che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine (DOP) ed a indicazione geografica (IGP). Con la cosiddetta “Vendemmia Verde” si stanziano 100 milioni di euro, a titolo di aiuto, a favore dei produttori in regola con la presentazione della dichiarazione di raccolta delle ultime cinque campagne vitivinicole.

La vendemmia verde è una pratica agronomica consistente nella rimozione parziale dei grappoli non ancora giunti a maturazione ovvero della mancata raccolta di una parte degli stessi, garantendone in tal modo il miglioramento della qualità e il mantenimento dell’equilibrio del mercato vitivinicolo. La riduzione della produzione non potrà essere inferiore al 15% rispetto alla resa media aziendale regionale delle ultime cinque campagne, riferita a DOP e IGP, escludendo le campagne con produzione massima e minima, relative alle medesime tipologie di vino.

L’aiuto massimo concesso per ettaro è di 400 euro, in caso di uve destinate a vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT); 700 euro per i vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC) con resa inferiore o uguale a 130 ql/ha; 600 euro per i DOC con resa maggiore a 130 ql/ha; 900 euro per i DOC con resa inferiore o uguale a 100 ql/ha e, infine, di 800 euro per i DOC con resa superiore.

 

90 MILIONI ALLA ZOOTECNIA

Approvato in conferenza Stato-Regioni il provvedimento che destina 90 milioni di euro alle filiere della carne italiana.

Il decreto ministeriale sbloccherà fondi che saranno ripartiti in particolare nei settori della suinicoltura, per 30 milioni con l’aggiunta di 10 milioni per l’ammasso privato dei prosciutti DOP, e dei vitelli, con 20 milioni più 15 milioni per l’ammasso privato delle carni da vitello. Per la filiera cunicola sono previsti 4 milioni, per gli ovicaprini 9 milioni e per il latte bufalino 2 milioni.

 

CAMBIALE AGRARIA E FONDO DANNI CIMICE

Viene rifinanziato, con 30 milioni di euro, lo strumento della cambiale agraria. Altri 30 milioni di euro vengono destinati al Fondo di solidarietà nazionale per sostenere le imprese agricole danneggiate, oltre che dagli effetti del Covid 19, dagli attacchi della cimice asiatica. Ad esempio, in Piemonte, i danni dell'insetto importato dalla Cina sono stati quantificati in 180 milioni di euro son un totale di 13.500 imprese colpite.

 

STRUMENTI FINANZIARI

Restano in campo gli strumenti finanziari attuati con i decreti liquidità e rilancio. Attraverso Ismea sono attivabili, senza garanzie, la sospensione delle rate dei mutui sino ai 30 milioni di euro, il prestito cambiario da 30 mila euro massimo ad azienda, a tasso zero e con durata di cinque anni, il rifinanziato con altri 30 milioni di euro con la conversione del Decreto Rilancio. E' invece ancora in fase di messa a punto l’accesso diretto per le imprese agricole al Fondo di Garanzia gestito da Mediocredito Centrale.