12 Aprile 2012
Crisi: Così si tagliano gli sprechi a tavola

Sei italiani su 10 (il 57 per cento) hanno ridotto lo spreco di cibo per effetto della crisi. E’ quanto emerge dall’indagine sugli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisi, realizzata da Coldiretti-Swg. Tra coloro che hanno ridotto lo spreco, il 47 per cento, lo ha fatto facendo la spesa in modo più oculato, il 31 per cento riducendo le dosi acquistate, il 24 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento guardando con più attenzione alla data di scadenza.
In Italia, a causa degli sprechi, dal campo alla tavola, viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate e la tendenza al risparmio è quindi uno dei pochi effetti positivi della crisi. Fino ad ora, nel nostro Paese gli sprechi alimentari facevano perdere un valore annuale stimato pari a ben 37 miliardi di euro, in grado di garantire l’alimentazione per 44 milioni di persone. La possibilità di ridurre gli sprechi può avere effetti importanti nel budget delle famiglie italiane , infatti la spesa alimentare è la principale voce dei consumi dopo l’abitazione e rappresenta il 19 per cento. La spesa media mensile delle famiglie per l’acquisto di prodotti alimentari - conclude la Coldiretti - ammonta a 467 euro ma evidenzia significative differenze territoriali con valori più elevati nel centro Italia dove è pari a 472 euro mentre è più bassa al sud dove è si spendono 471 euro e ancora di più al nord con 461 euro mensili a famiglia.
Fare la spesa in modo più oculato, per il 61 per cento degli italiani, significa confrontare con più attenzione i prezzi nel momento di riempire il carrello: il 59 per cento delle famiglie va alla ricerca delle offerte “3 x 2” mentre aumentano gli acquisti direttamente dal produttore nelle botteghe o nei mercati di campagna amica che garantiscono un miglior rapporto prezzo qualità e una maggiore freschezza di frutta e verdura che dura anche una settimana in più, non dovendo subire lunghi tempi di trasporto.
A finire nella spazzatura è circa il 30 per cento del cibo acquistato, soprattutto frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati che vengono sempre più spesso salvati dal bidone con il ritorno più frequente in tavola dei piatti del giorno dopo: dalle polpette di carne, alle frittate di pasta, fino agli spaghetti del giorno prima e la pizza rustica per consumare le verdure avanzate avvolgendole in una croccante sfoglia. Tornano anche di moda la scelta di una pane che dura più giorni, come la grissia piemontese, e la macedonia di frutta. In somma un ritorno ad un passato più povero che ha dato però origine a gustose ricette diventate simbolo della cultura enogastronomica del territorio.

COSA HAI FATTO PER RIDURRE LO SPRECO ?

  • spesa in modo più oculato 47 per cento
     
  • riducendo le dosi acquistate 31 per cento
     
  • utilizzando quello che avanza 24 per cento
     
  • più attenzione alla data di scadenza 18 per cento
     

Fonte: indagine Coldiretti-Swg risposte multiple

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