2 Luglio 2020
Cimice asiatica: via libera alla vespa Samurai

Gli insetti antagonisti sono stati rilasciati in 15 siti della provincia di Asti

Questa settimana il territorio della provincia di Asti accoglie la vespa Samurai. Un piccolissimo insetto di origini giapponese che viene introdotto nel nostro ambiente per attivare la “lotta biologica” alla cimice Marmorata. Le immissioni sono avvenute in 15 siti dell'Astigiano (100 in tutto il Piemonte). Questo insetto utile avrà come “missione” di salvare i raccolti dai gravi danni provocati dal vorace insetto nocivo arrivato anni fa dal continente asiatico.

Anche quest'anno l’invasione della cimice asiatica ha già iniziato ad attaccare i raccolti, colpisce soprattutto pere, mele, nocciole, pesche e nettarine, kiwi, ciliegie e piccoli frutti, albicocche, susine, soia, mais e ortaggi. I danni in Piemonte ammontano a 180 milioni di euro per un totale di 13500 imprese coinvolte.

L'introduzione della vespa Samurai viene curata da un apposito comitato scientifico, costituito dal Settore Fitosanitario Regionale, dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Grugliasco e dalla Fondazione Agrion, in collaborazione con i tecnici del territorio fra cui quelli di Coldiretti. Dopo questo primo lancio, fra tre settimane sarà effettuata una seconda immissione negli stessi territori.

“I 15 siti prescelti del nostro territorio – sottolinea Antonio Bagnulo, responsabile del servizio di assistenza tecnica di Coldiretti Asti - sono i migliori dal punto di vista naturalistico, si tratta di zone boschive, incolte, attigue a campi coltivati, lontane da contaminazioni da fitofarmaci. La peculiarità della vespa Samurai è di essere un parassitoide che depone le sue uova all'interno delle uova della cimice asiatica. Le Trissolcus japonicus, nome scientifico della Samurai, vengono allevate nei laboratori del Dipartimento di Entomologia dell'Università di Agraria e dovrebbero adattarsi bene al nostro territorio”.

“Il via libera alla vespa samurai – sottolinea il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia -, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre dunque nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati. E’ per questo motivo che alla lotta biologica con la vespa samurai si deve affiancare il sostegno delle istituzioni alle imprese, per indennizzare i danni della cimice nel periodo transitorio”.

“Ci vorranno almeno due annate agricole – rimarca Bagnulo - prima di vedere i risultati del lavoro di contenimento della cimice da parte delle piccole vespe. In ogni caso confidiamo sul fatto che le Samurai arrivano a dare manforte ad altre “vespette” simili autoctone e già presenti sul nostro territorio che stanno già lottando con le cimici asiatiche per riportare l'equilibrio naturale”.

Già dal 2013 in Piemonte la Coldiretti si è fatta promotrice di un grande monitoraggio e stima dei danni, nell'ultimo triennio è stata ulteriormente incrementata l’attività di ricerca e lo scorso anno, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, è stato istituito un osservatorio per allargare e approfondire le metodologie di lotta alla cimice.

“L'insetto – rileva il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio - ha purtroppo trovato anche sul nostro territorio un ambiente favorevole alla sua diffusione e, in questi ultimi anni, si sono registrati danni ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta. Dopo reiterate sollecitazioni e anche numerose manifestazioni di piazza, l'azione di lotta arriva finalmente a una svolta con la diffusione dell'insetto che possa contrarne la diffusione. Contiamo comunque in un ristoro dei danni subiti in questi anni”.

La “cimice marmorata asiatica” è particolarmente prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta. Le loro punture rovinano i raccolti perché sono in grado di nutrirsi su oltre 300 specie diverse di vegetali. E' resistente ai trattamenti fitosanitari ed è perennemente in movimento per invadere e saccheggiare sempre nuovi territori.

La vespa Samurai non punge ed è assolutamente innocua per l’uomo e gli animali, comprese le api. Il progetto di lotta biologica appena iniziato grazie all'azione di Coldiretti, si realizza a livello nazionale con ben 712 punti di diffusione.

 

L’autorizzazione per l’immissione in deroga della vespa Samurai è stata concessa dal Ministero alle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli VG, Emilia Romagna e province autonome di Trento e Bolzano.

Il suo nome scientifico è Trissolcus japonicus ed è considerato l’agente di controllo biologico della Halyomorpha Halys cioè la comice Marmorata allias cimice asiatica. La vespa Samurai è un parassitoide di piccole dimensioni, poco più di 1 millimetro.