27 Gennaio 2021
Azzerare la Tari per salvare gli agriturismi

Coldiretti e Terranostra fanno appello ai Comuni italiani

Perdita di oltre un miliardo per il lockdown e i limiti agli spostamenti

Azzerare la Tari per salvare i 24 mila agriturismi italiani. E’ l’appello lanciato da Coldiretti e Terranostra agli 8 mila comuni italiani. Cancellare la tassa rifiuti per il 2021 sarebbe un modo per dare un po’ di respiro alle aziende agrituristiche che, a causa dell’emergenza Covid, hanno già perso oltre un miliardo di euro nell’ultimo anno.

“Anche gli agriturismi dell’Astigiano – rileva il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia - stanno lottando per sopravvivere. Il lockdown e le misure anti contagio con le limitazioni agli spostamenti hanno fatto crollare il turismo e limitato molto l’attività di ristorazione. Queste restrizioni, adottate per contrastare il diffondersi dell’epidemia, stanno determinando una forte contrazione di tutte le attività multifunzionali delle imprese agricole che nonostante tutto non hanno interrotto le attività principali di coltivazione e di allevamento e continuano a garantire la produzione di cibo, pur in presenza di una forte concorrenza di alimenti stranieri sui banchi dei supermercati.

“La chiusura delle attività agrituristiche – rileva il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio - sta mettendo a rischio l’intero comparto legato al turismo e al territorio. L’agricoltura è storicamente il settore a maggiore resilienza, ma occorre dare una mano per affrontare la tempesta, attraverso interventi che consentano alle imprese di ripartire. Per superare la crisi occorrono misure finanziarie in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle nostre imprese”.

Non dimentichiamo come gli agriturismi in provincia di Asti abbiano una funzione importantissima per la ricettività e per la bilancia commerciale, gestiscono ad esempio tanti posti letto quanti gli alberghi. Per altro è giusto sottolineare il fatto che ante crisi Covid i turisti che soggiornavano in agriturismo si fermavano più giorni rispetto a quelli ospitati nelle altre strutture ricettive. Praticamente il 62% degli ospiti degli agriturismi dell’Astigiano erano stranieri.

“Nel 2020, grazie alla sensibilità dei sindaci – specifica Furia –, in alcuni Comuni della provincia di Asti è stata applicata una riduzione della Tari. Quest’anno sarebbe però utile l’azzeramento, anche perché le municipalizzate hanno avuto un risparmio notevole dall’inattività nella produzione del rifiuto”.

Lo stesso Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL) istituito dall’Anci per assistere i Comuni in materia di finanza ed economia locale, ha infatti ribadito la facoltà degli enti di deliberare riduzioni della Tari per le imprese che siano state costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione di emergenza.

“Prima della pandemia la ricettività rurale nella nostra provincia – rileva la presidente degli agriturismi di Terranostra Campagna Amica, Giovanna Soligo - aveva una dimensione di rilievo e riteniamo quindi doverosa la salvaguardia dell’attività agrituristica, proprio per non disperdere un patrimonio costruito in anni di impegno e promozioni. Contiamo vivamente che le istituzioni percepiscano le nostre difficoltà e quindi l’esigenza di intervenire con l’augurio che presto queste misure non siano più necessarie”.

“Sarebbe inoltre assolutamente opportuno – chiede Reggio - deliberare sin da subito proroghe dei termini di pagamento della TARI per il 2021. L’attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo rischia di compromettere la tenuta economica e finanziaria delle imprese”.

A rischio – concludono dagli uffici di Coldiretti - è un sistema che in provincia di Asti può contare su 176 strutture agrituristiche con ricettività e 52 agriturismi con ristorazione, per un totale di oltre 1.000 posti a tavola, 2.048 posti letto con 936 camere e 846 bagni. E che nell’ultima stagione, pre Covid-19, ha sviluppato circa 100 mila presenze.

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