Prof Vincenzo Gerbi: “vini molto equilibrati, ricchi di profumi tipici e piacevoli al gusto”
21 campioni in degustazione, di cui 13 future Barbera d’Asti docg e 8 future Nizza docg

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“Per la Barbera, futura d’Asti docg e Nizza docg, l’annata 2025 è stata limitata nella quantità, ma eccellente nella qualità, con vini molto equilibrati, ricchi di profumi tipici e piacevoli al gusto”.
Così, riassume in extra-sintesi l’ultima vendemmia, il professor Vincenzo Gerbi, a cui è stato affidato il compito di guidare, oggi mercoledì 10 dicembre, la degustazione tecnica dei ventuno campioni selezionati per la 24ma edizione di Anteprima Barbera, l’evento enoico clou di Coldiretti Asti, volto alla valorizzazione e promozione dello storico vitigno bandiera dell’astigiano.
La cornice dell’evento torna ad essere quella del PalaTartufo, quest’anno allestito in piazza Alfieri, in cui scoprire, in anteprima, il vino che verrà, attraverso una degustazione professionale supportata dalle analisi di laboratorio condotte dal Centro Studi Vini del Piemonte di San Damiano d’Asti.
A dialogare con Gerbi, già professore ordinario di Scienza e Tecnologia degli Alimenti presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino e collaboratore Coldiretti Asti, è il direttore del Centro Studi Vini del Piemonte Daniele Rabbione. Insieme, evidenzieranno le note organolettiche, i tratti comuni e le peculiarità delle 21 Barbera, di cui 13 future Barbera d’Asti docg e 8 future Nizza docg.
I 21 campioni provengono dagli areali di produzione di: Castelnuovo Don Bosco, Asti, San Damiano, del moncalvese, del nicese e del canellese. Più precisamente da: Castelnuovo Don Bosco (1 campione), Agliano (3), Vaglio Serra (2), Albugnano (1), San Damiano d’Asti (3), Asti (1), Montegrosso d’Asti (1), Castagnole Lanze (1), Montemagno (1), Nizza Monferrato (3), Mombercelli (1), Casorzo (1), Castelnuovo Calcea (1) e Cisterna d’Asti (1).
Qualche valore analitico messo a confronto con l’annata 2024. In media, l’alcol totale TAVT si attesta a 14,56% Vol. (+0,18 rispetto al 2024), con un’acidità totale a 7,04 g/L (+0,63 vs/2024) e un pH a 3,5 (-0,03 vs/2024), mentre l’intensità del colore sale rispetto alla scorsa stagione, posizionandosi a 1,21 contro il precedente 0,88. A salire sono anche gli antociani che si posizionano a 343 mg/L (+17), così come i flavonoidi totali che guadagnano i 2038 mg/L (+463). Aumenta anche il rapporto tannini antociani che si attesta a 4,9 contro i 3,8 del 2024.
“I campioni degustati si dividono in vini più di pronta beva, ma di grande struttura, e in altri più adatti all’invecchiamento; in generale, tutti di alto livello” prosegue Gerbi. “Si registra anche una perfezione della vinificazione nell’ormai quasi totalità dei produttori, a dimostrazione di una crescita esponenziale della professionalità di ognuno”.
“Ora possiamo confermare che quella appena trascorsa è stata un’ottima annata” prosegue Secondo Rabbione, vice direttore Coldiretti Asti egià direttore del Centro Studi Vini del Piemonte. “Dalle analisi sono emerse Barbera in perfetto equilibrio organolettico, con un’importante concentrazione di colore e di polifenoli e una grande struttura. Già si intravedono le punte di eccellenza, in particolar modo, derivanti dagli areali maggiormente vocati”.
“E’ soddisfacente apprezzare come, negli anni, anche grazie a questa occasione di confronto e di approfondimento tecnico-scientifico, le aziende abbiano potuto lavorare più consapevolmente, accrescendo il valore qualitativo del prodotto” aggiunge la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. .
“Le analisi puntuali messe a disposizione dal Centro Studi Vini del Piemonte sono oltremodo fondamentali per disporre delle informazioni necessarie e, in alcuni casi, indispensabili, per meglio affrontare l’affinamento, nonché per valutare i diversi potenziali di serbevolezza, andando a prevederne l’apoteosi di maturità e di espressione organolettica” aggiunge il Direttore Giovanni Rosso.
