24 Settembre 2020
Al via la vendemmia della “Barbera Amica”

L'accordo di filiera fra Coldiretti Asti e importanti cantine cooperative raggiunge i 315 ettari; Ottima la qualità delle uve e minore l'acidità

 

Questa settimana prende il via la raccolta della “Barbera Amica”. E' la nona vendemmia consecutiva del progetto di Coldiretti Asti che ha riunito in cooperativa i viticoltori per avere un prodotto di qualità che sappia incidere positivamente sul valore delle uve. E' attuato attraverso il Consorzio Terre di Qualità con la consulenza del Centro Studi Vini del Piemonte che segue i protocolli produttivi.

“Il meccanismo è consolidato – puntualizza il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio - e, nonostante i tanti passi avanti fatti in questi anni dal comparto vitivinicolo, punta in primo luogo a garantire un valore delle uve Barbera d'Asti mediamente attorno all'euro al chilogrammo”.

Le adesioni dei viticoltori astigiani al progetto Coldiretti continuano a crescere, non solo in termini di produttori ma anche di ettari coinvolti. Come conferma il direttore di Coldiretti, Diego Furia: “Per questa vendemmia, annata 2020, la superficie interessata ha già raggiunto i 315 ettari, 70 in più rispetto all’anno scorso, e i viticoltori aderenti saranno almeno 120”.

Oltre alla Cantina Barbera dei Sei Castelli di Agliano Terme, partner ormai storico del progetto Coldiretti per averci creduto fin dall'inizio, fanno parte dell'accordo la Terre Astesane di Mombercelli, la cantina “Produttori di Govone” e indirettamente, per le uve biologiche, la Cantina Sociale di Nizza Monferrato. Con le Barbera d'Asti, fanno parte del progetto Coldiretti anche le uve cortese, dolcetto, grignolino, freisa e le biologiche di diverse varietà.

Come per le precedenti vendemmie, i viticoltori si sono attenuti scrupolosamente al protocollo di produzione delle uve e quindi la qualità è sicuramente ottima anche quest'anno. “D'altra parte – rileva Secondo Rabbione, responsabile del Centro Studi Vini del Piemonte che ha sede a San Damiano d'Asti - non è ormai più un mistero che in media gli aderenti al progetto Coldiretti abbiano performance qualitative superiori rispetto ai colleghi fuori dal Barbera Amica”. Per quest'annata in particolare, dal momento che la qualità poteva risultare piuttosto diversificata, a causa della variabilità del tempo. “Sono state di fatto registrate forti differenze da zona a zona – specifica Furia - con precipitazioni diversificate anche da vigneto a vigneto, a pochi metri di distanza. Il fatto di poter disporre del lavoro scrupoloso di tanti piccoli produttori si rivelerà sicuramente una carta vincente dal punto di vista qualitativo”.

In preparazione a questa vendemmia, i tecnici Coldiretti e il Centro Studi Vini hanno prelevato e analizzato, con cadenza settimanale, centinaia di campioni di uve barbera d'Asti. “La maturazione è stata regolare – rassicura Rabbione - e l’alcol potenziale risulta mediamente in linea con i valori dei campionamenti eseguiti nel 2019, mentre permane un sensibile scostamento del quadro acido con acidità mediamente inferiori rispetto all'annata scorsa”.

Fra gli obbiettivi auspicati per questa vendemmia, oltre al mantenimento dell'alto tenore qualitativo, come sempre, si guarda quindi al valore delle uve. “E' inutile nasconderlo – conclude Reggio – questo è il momento più delicato dell'anno per il settore vitivinicolo, non solo per riuscire a cogliere il momento migliore per raccogliere l'uva, ma anche per avere i giusti riscontri dal mercato. Un valore adeguato delle uve, oltre a decretare la positività dei bilanci annuali delle imprese viticole, influenzerà il mercato del vino e quindi l'intera economia legata a questo importante comparto. Se a questo si aggiunge il valore immateriale delle nostre zone, capiamo bene come le colline Unesco possano continuare ad essere patrimonio dell'umanità solamente se i viticoltori hanno il loro giusto tornaconto dalla loro attività”.