28 Aprile 2025
A Cocconato d’Asti si contano i danni, ma la partita è ancora aperta

Le conseguenze della bomba d’acqua di giovedì 17 aprile

Il crollo della provinciale: un danno per viabilità, turismo e, soprattutto, agricoltura 

*****

A distanza di una settimana dall’ingente e violenta precipitazione piovosa riversatasi nel Monferrato, anche in agricoltura si contano i danni e, in alcuni casi, con la consapevolezza che la partita è ancora aperta.

Succede a Marovero di Cocconato d’Asti, dove il rovinoso crollo di un tratto di circa 30 metri della Provinciale 18 Cocconato-Lauriano, che ha interessato il distacco netto e profondo di un blocco di roccia di arenaria, per una profondità di circa 10 metri e un riversamento a valle di quasi 100 metri, non solo ha compromesso la viabilità di un tratto stradale particolarmente battuto, anche, per l’afflusso turistico presso la ristorazione locale, ma è anche risultato impattante sulle coltivazioni di vite e noccioli situati a valle, condizionando l’operatività degli imprenditori agricoli.

Degli effetti dei cambiamenti climatici, della manutenzione di fossi, strade e canali di scolo, sia a livello pubblico sia agricolo e civile, ne abbiamo parlato con Adriano Cavallito, titolare dell’Azienda Agricola Marové e dell’Agriturismo La Pompa, rispettivamente situate nella prima prossimità a valle e a lato del cedimento franoso.

“Nel primo pomeriggio di giovedì 17 aprile è giunto questo evento straordinario con una concentrazione di acqua, accompagnata ad forte vento, riversatasi in forma altrettanto straordinaria, che ha favorito il distacco di questo importante e profondo blocco di strada” commenta Cavallito. “Tuttavia, è molto probabile che l’evento meteorologico sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, rispetto ad una situazione andata silenziosamente e occultamente aggravandosi nel tempo. I danni che ne sono conseguiti versano su più fronti: da un canto, per l’interruzione di un asse viario provinciale di importante transito; dall’altro, per la totale compromissione dell’entrata interpoderale presso noccioleti e vigneti situati a valle (16 ettari in un corpo unico). Questo, ci costringe a scarrellare i macchinari e attraversare la collina, impiegandoci, ogni volta, un’ora e mezza di tempo contro i soliti cinque minuti”.

Ma la preoccupazione è anche per l’imminente gestione dei vigneti e per il potenziale aggravarsi della situazione nelle giornate/settimane a venire.

La massa riversatasi è assolutamente instabile e potrebbe franare ulteriormente da un momento all’altro, andando a distruggere uno dei vigneti situati a valle dello stesso movimento franoso” aggiunge Cavallito. “Inoltre, proprio in questi giorni dovremmo intervenire con i trattamenti dettati dal Settore Fitosanitario per contrastare Oidio e Peronospora; diventa difficile entrare in sicurezza negli appezzamenti in questione”.

Prevenire piuttosto che recuperare torna ad essere un imperativo sempre più forte dal quale non si può prescindere. Quale la situazione in agricoltura?  “Tramite la condizionalità, le aziende agricole già agiscono pulendo le scoline e convogliando le acque” precisa Cavallito. “Piuttosto, occorre trovare soluzioni in quelle situazioni di promiscuità pubblico-privata”.

“Le emergenze conseguenti agli effetti dei cambiamenti climatici stanno diventando, di volta in volta, sempre più gravose” commentano la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso.Occorrono misure strutturali a regia governativa, con sistemi attuativi capillari demandati a Regioni e Province. Diversamente, lo scenario resta aperto a danni, anche, irreversibili che impatteranno irrimediabilmente su agricoltura, turismo e assetto ambientale-paesaggistico, quindi, su economie primarie per la sopravvivenza e il benessere delle comunità a valenza agricola”.

Nell’astigiano, i Comuni a valenza agricola più colpiti sono stati: Canelli, Mango, Coazzolo, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Vesime, Moransengo e Montiglio Monferrato. In particolare, sui versanti collinari sono stati registrati movimenti franosi in prossimità di vigneti, mentre nei fondovalle la fuoriuscita di rii e canali ha invaso i seminativi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi