2 Dicembre 2018
LE SCOMMESSE DELLA PIEMONTESE

Con Danilo Merlo, delegato di Giovani Impresa Coldiretti di Asti e del Piemonte e l'assessore regionale all'Agricoltura, Giorgio Ferrero, il presidente Reggio ha affrontato il terzo focus del Forum 2018: la scommessa della “Piemontese”. Ovviamente per piemontese si intende la pregiata razza bovina che sta vivendo un periodo particolare. Da un lato il mercato premia gli allevatori, dall'altro l'alta senilizzazione degli addetti, i vincoli imposti dai piani regolatori comunali, le difficoltà nell'utilizzo delle nuove tecnologie e l'abbondono dei territori, ostacolano la crescita del settore. In particolare il forum si è concentrato su due aspetti, il primo l'assoluta necessità di avviare una seria politica incentivante il ripristino degli allevamenti con la linea vacca-vitello. “Siamo in presenza del paradosso – ha detto Reggio – che il mercato cresce e gli allevamenti da ristallo hanno difficoltà negli approvvigionamenti”. “Stiamo tentando il recupero delle zone incolte dell'Astigiano – ha rilevato Danilo Merlo - ma la legislazione non favorisce di certo l'allevamento semi brado di cui la nostra provincia è stata pionieristica”. Il secondo aspetto emerso dal forum è stato quello di sollecitare la concreta applicazione dell'Igp Vitellone Piemontese della Coscia e di estendere a tutta la produzione piemontese l'alimentazione dei bovini con produzioni locali. Quest'ultimo aspetto anche per contribuire al rilancio del settore cerealicolo.

L'assessore Ferrero ha garantito la messa a disposizione di tutti i mezzi in possesso della Regione per raggiungere gli obbiettivi emersi nel corso del forum, sottolineando la validità del percorso intrapreso già da anni dalla zootecnia dell'Astigiano incentrata sulla qualità della Piemontese e sul semi brado. Obbiettivi che, nonostante le difficoltà, non paiono poi così irraggiungibili se è vero che il comparto, in questi ultimi anni, ha saputo ritrasformarsi e adattarsi alle rinnovate esigenze dei consumatori, lanciando alla ribalta una cinquantina fra agrimacellerie e le agrisalumerie. Non a caso in sala erano presenti una serie di giovani titolari di agrimacellerie con una dimostrazione di carne battuta al coltello.

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