18 Marzo 2017
Terremoto: la solidarietà dagli allevatori dell’Astigiano

 Domani, domenica 19 marzo, alle ore 16, si ritroveranno a Cocconato, presso il laboratorio di lavorazione carni “Omegna”, gli allevatori del Nord dell'Astigiano e tutti i volontari che in questi mesi hanno collaborato per la raccolta, la donazione e l'invio di fieno alle stalle del centro Italia colpite dal terremoto.
Il primo camion con rimorchio carico di rotoballe fu inviato a fine gennaio ad Accumoli (Rieti), hanno poi fatto seguito altri 7 carichi, per un totale di oltre 300 fra rotoballe e cubi di grandi dimensioni. “Solamente i viaggi per il trasporto sono costati quasi 7 mila Euro, questo da l'idea della grande collaborazione e solidarietà che abbiamo riscontrato”, sottolinea Franco Serra, presidente della Sezione Astigiana dell'Associazione degli Allevatori Piemontesi (Spa-Arap), che insieme a Umberto Omegna, Roberto Cravino e Marco Sovena, si è fatto promotore dell'iniziativa. “Oltre a tutti gli allevatori, dobbiamo ringraziare gli autotrasportatori Diego Perosino e Alberto Giunipero e anche tanti semplici cittadini cha hanno voluto fare una donazione, alcuni dei quali sono riusciti a coinvolgere interi paesi organizzando delle “polente della solidarietà”. Sicuramente – rileva Serra – abbiamo avuto un riscontro oltre ogni aspettativa”.
Oltre a tre consegne ad Accumoli, le consegne di fieno degli allevatori del nord Astigiano, sono state destinate ai colleghi di Arquata e Acquasanta, più una a Forlì dove hanno trovato riparo i 30 vitellini e 28 vitelli sopravvissuti alla distruzione di una stalla di Gualdo in provincia di Macerata dove purtroppo sono morti 70 animali. E proprio a questo sfortunato allevatore di Gualdo, sarà destinato il prossimo carico di fieno messo a disposizione dagli allevatori di Giovani Impresa Coldiretti Asti: “Vista la nostra esperienza positiva – conclude Serra - daremo un aiuto ai giovani di Coldiretti Asti nell'organizzare la consegna, infatti non è semplice programmare la trasferta in queste zone che risultano tutt'ora estremamente disagiate e martoriate dal terremoto”.

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