La riunione del Consiglio della Federazione provinciale Coldiretti Asti, tenutasi ieri sera, mercoledì 30 novembre, presso l'Agriturismo “Il Buon Seme” di Asti Fr. Sessant, è stata l’occasione per fare il punto della situazione sulle attività, sulla progettualità in essere e sui risultati ottenuti dall’Organizzazione durante l’anno che sta per concludersi.
“Partendo dal 15 settembre 2015, Giornata nazionale dell’Agricoltura, organizzata da Coldiretti ad Expo, il percorso che abbiamo svolto ha fatto sì che ora possiamo annoverare una serie di risultati – esordisce Roberto Cabiale presidente di Coldiretti Asti – frutto di attività sindacali portate avanti dalla nostra Organizzazione. Dal taglio, nella Legge di Stabilità 2016, dell’Irap e dell’Imu agricola al Collegato Agricolo 2016 che introduce elementi di semplificazione burocratica; dall’obbligo di indicare l’origine in etichetta per il latte UHT ed i prodotti lattiero-caseari all’approvazione delle legge contro il caporalato; dal via libera, proprio in questi giorni, al Testo Unico sul vino fino alla legge di Bilancio 2017 che eliminerà l’Irpef agricola, aumenterà la quattordicesima ai pensionati coltivatori e avvierà la decontribuzione per i giovani imprenditori agricoli under 40. Provvedimenti – continua Cabiale – che vanno nella direzione di eliminare inutili pratiche burocratiche e di tutelare il Made in Italy, oltre a sgravare le nostre aziende da pesanti oneri fiscali”.
“Diverse sono, comunque, le questioni aperte su cui Coldiretti sta lavorando e sulle quali abbiamo delle aspettative - sottolinea Antonio Ciotta, direttore di Coldiretti Asti –. Una di queste è il decreto, allo studio del Governo, per l’indicazione d’origine obbligatoria in etichetta del grano. Un’accelerazione dei tempi legislativi ed uno snellimento dei passaggi burocratici darebbero la possibilità alle nostre imprese di reggere la competizione. Basti pensare – prosegue Ciotta - che il percorso legislativo più lungo è stato quello della legge sull’agricoltura sociale che per essere approvata ha impiegato 871 giorni”.
Cabiale e Ciotta concludono così: “Noi desideriamo che questa impronta legata alla velocità, alla certezza sui tempi, alla responsabilità, trovi una conferma anche grazie al possibile nuovo impianto Costituzionale a disposizione del Paese, per una forte spinta alla competitività delle nostre imprese, ed anche per la centralità che si sta dando al tema dell’agroalimentare e dell’internazionalizzazione”.
1 Dicembre 2016
Coldiretti: via libera ad ulteriori riforme