28 Aprile 2014
Il TAR boccia il ricorso sugli Ogm

Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. La sentenza conferma definitivamente il divieto di coltivazione in Italia. L’agricoltura italiana - sottolinea la Coldiretti - resta dunque libera dagli Ogm come chiedono quasi otto italiani su dieci (76 per cento ) che sono contrari all’utilizzo di organismi geneticamente modificati dell’agricoltura in Italia.
“Un risultato ottenuto grazie alla grande mobilitazione delle associazioni di ambientalisti, agricoltori, consumatori, cooperatori riuniti nella coalizione Liberi da Ogm” ha affermato il coordinatore Stefano Masini responsabile ambiente della Coldiretti nel chiedere al Governo di “chiarire quali siano le sanzioni da applicare nel caso di violazione del divieto di messa a coltura in modo da evitare situazioni analoghe a quanto accaduto nella scorsa estate in Friuli Venezia Giulia, che hanno portato alla contaminazione di terreni confinanti con quelli illegalmente coltivati con mais MON810, come accertato dalle indagini del Corpo Forestale dello Stato”.
Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura – continua Coldiretti - non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Nell’Unione Europea - conclude la Coldiretti - nonostante l’azione delle lobbies che producono ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, sui ventotto, i paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari).

Anche negli Usa si è più cauti
Il Senato del Vermont chiede l'etichettatura degli Ogm
Anche negli Usa si comincia seriamente a dubitare sull'utilità di una diffusione incondizionata dei prodotti contenenti Ogm. In questi giorni, riferisce in un articolo dell'ufficio britannico dell'agenzia di stampa Reuters, il Senato del Vermont ha dato il via libera alla prima legge per l'etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente modificati.
Ora la proposta di legge tornerà alla Camera dei Rappresentanti per l'approvazione definitiva e l'entrata in vigore in vigore dal 1 luglio 2016. Il Vermont sarebbe così il primo stato degli Usa a rendere esecutiva l’etichettatura obbligatoria dei cibi prodotti con OGM. “Siamo molto felici all’idea che il Vermont faccia da apripista sulla questione,” ha affermato Falko Schilling, un portavoce del Vermont Public Interest Research Group (organizzazione no profit, NdT), che ha sostenuto il progetto di legge.

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