2 Maggio 2014
La battaglia di Coldiretti contro le lobby

Coldiretti è la più importante e grande forza sociale del territorio e in quanto tale ha il dovere di farsi carico di risolvere anche ingiustizie che apparentemente non hanno un tornaconto diretto. Per altre associazioni ed organizzazioni, più aduse al business fine a se stesso e all'accondiscendenza verso lobby malcelate, le azioni di Coldiretti a tutela del bene collettivo sono quasi sempre incomprensibili e, comunque, sono talvolta da ostacolare.
E' il caso di due questioni attualmente in ballo. Una l'abbiamo annunciata la scorsa settimana su questa stessa pagina con il titolo “I 3 mila furbetti della casta dei campi” e vuole scardinare gli “intoccabili” che senza sudare sui campi si insaccocciano il 15% di tutte le le risorse Pac pur rappresentando solo lo 0,2% dei beneficiari. L'altra questione, che viene lanciata quest'oggi anche nell'Astigiano, è la richiesta di appoggio di tutti i Comuni ad una proposta di legge per innalzare il contenuto di frutta minimo nei succhi e nelle bevande analcoliche dal 12 al 20%.
Anche in questo caso, ci sono bieche lobby che tramano contro l'agricoltura e lavorano per avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità. Infatti recentemente la Commissione Politiche dell’Ue della Camera ha bocciato l’emendamento alla Legge europea 2013 finalizzato ad incrementare la percentuale minima di frutta nei succhi e nelle bevande, dopo che la Commissione Agricoltura ne aveva sollecitato l'approvazione.
La decisione del Parlamento ha denunciato il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, “getta nella più assoluta prostrazione i produttori di frutta e danneggia i consumatori italiani, in particolare i bambini che avrebbero diritto ad alimenti di qualità superiore”.
La contro mossa di Coldiretti in questa sacrosanta battaglia è quindi ora di cercare l'alleanza di chi vive a contatto diretto con l'opinione pubblica, ovvero i Sindaci e tutte le amministrazioni locali. In una missiva inviata a tutti i Comuni si chiede di approvare in Giunta o in Consiglio Comunale un ordine del giorno per l’innalzamento del contenuto succo di frutta nelle bibite analcooliche, vendute con il nome di frutta a succo, a tutela del “Made in Italy” agroalimentare, della trasparenza delle etichettature e della equità delle filiere. Si chiede inoltre ai Comuni di sollecitare il Parlamento ad approvare un apposito emendamento diretto a rendere effettivo l’innalzamento della percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall'attuale 12% al 20%, nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di concorrenza.

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