5 Aprile 2013
Quando la Barbera diventa “Amica”

“Rispetto alle vendemmie precedenti ho più che raddoppiato il valore delle mie uve. L'anno scorso neanche 30 centesimi al chilogrammo, due anni fa 18 centesimi. Mi vergognavo, ma quest'anno dovrei arrivare attorno agli 80 centesimi”.
Sembra quasi un miracolo quanto accaduto ad Ermes Moiso, 42 anni di Viarigi, viticoltore produttore di Barbera d'Asti. La tanto vituperata barbera, lui l'ha già ribattezzata “Barbera Amica”.
“Si la mia è diventata la Barbera Amica di Coldiretti”, sottolinea con orgoglio Ermes Moiso. Tutto è stato possibile grazie al “Progetto Filiera Vitivinicola” messo in atto per la vendemmia 2012 da Coldiretti Asti, Consorzio Terre di Qualità e Centro Studi Vini del Piemonte.
“In linea col nostro progetto di una Filiera agricola tutta italiana e Campagna Amica – sottolinea Roberto Cabiale, presidente provinciale Coldiretti – abbiamo cercato di trovare una via alternativa ai tradizionali canali di contrattazione dei prezzi delle uve. Con un gruppo di viticoltori associati al Consorzio Terre di Qualità aderente a “UeCoop” e presieduto da Franco Gallo ci siamo ritrovati per studiare un metodo per rivalutare il valore delle uve barbera. Abbiamo fatto molti incontri in tutte le zone viticole della provincia, alla fine sono emersi 20 viticoltori che hanno deciso di saltare il passaggio dell'intermediazione delle uve e di procedere con la vinificazione associata. Praticamente – rivela Cabiale – abbiamo studiato, con il Centro Studi Vini del Piemonte coordinato da Secondo Rabbione, un protocollo di vinificazione per valorizzare l'aspetto qualitativo delle uve, abbiamo poi individuato un vinificatore e quindi cercato lo sbocco sul mercato del vino. Il risultato è stato veramente sorprendente”.
“E' nata così la “Barbera Amica” - sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti - un esperimento che ormai è qualcosa di molto concreto: 1.716 quintali di uve barbera ritirate per una superficie viticola di 22 ettari che mediamente prevediamo di pagare al saldo 85 euro al quintale. Siamo veramente soddisfatti perchè abbiamo aperto una strada lungo la filiera, come avevamo già fatto con gli ortaggi e l'accordo con la F.lli Saclà”.
In pratica venti semplici viticoltori sono ora diventati vignaioli, sottolinea il presidente del Consorzio Terre di Qualità, Franco Gallo: “Abbiamo accorciato la filiera, qualificato il lavoro del viticoltore, creato nuove prospettive e smosso il valore del prodotto. Un bel segnale contro le speculazioni a cui gran parte del comparto barbera spesso deve sottostare”.
Un progetto molto interessante, destinato a un ulteriore sviluppo: “Stiamo già lavorando per la vendemmia di quest'anno – spiega Ciotta – abbiamo intenzione di ritirare oltre 10 mila quintali di barbera per una superficie di 120 ettari e di allargare i conferimenti anche alle uve Grignolino, Dolcetto, Chardonnay e Cortese”.
“Se non avessi aderito al progetto vitivinicolo di Coldiretti – rivela Moiso – avrei espiantato i vigneti, oggi sento che il mio lavoro può avere un futuro”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi