24 Febbraio 2012
Vino: come cambiano i consumi

In Italia, in trent'anni, il consumo di vino si è praticamente dimezzato. Si è scesi a meno di 40 litri a persona per un totale inferiore ai 21 milioni di ettolitri. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti in riferimento alla Relazione annuale del Ministero della Salute.
Dalla ricerca emerge anche la crescita, fra i giovani e i giovani adulti, dell'abitudine al consumo di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale. Nel 2011, per la prima volta, si è addirittura bevuto più vino italiano all’estero che in Italia, per effetto di un aumento del 16 per cento delle esportazioni e di una sostanziale stabilità degli acquisti familiari (-1 per cento).
Il forte calo nelle quantità di vino acquistate dagli italiani, che ha avuto una accelerazione negli ultimi dieci anni, è stato accompagnato da un atteggiamento al consumo più responsabile. Soprattutto nelle ristorazione, oltre al cambiamento delle abitudini alimentari, la domanda è calata per le campagne antialcol e per la stretta sulle norme del codice della strada che hanno colpito indiscriminatamente anche il vino. Una “diseducazione” verso un prodotto consumato prevalentemente durante i pasti che non ha nulla a che fare con i binge drinking del fine settimana.
In realtà, il vino – sottolineano gli esperti di Coldiretti – può essere oggi l'espressione di uno stile di vita "lento", attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi e da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol. Si tratta di un cambiamento che occorre riconoscere per evitare il rischio di una dannosa criminalizzazione, mentre è necessario investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo legame con il territorio e la cultura, a partire proprio dalle giovani generazioni.

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