7 Luglio 2012
L’Italia che fa l’Italia

Dall'assemblea nazionale Coldiretti del Palalottomattica in Roma di giovedì scorso, è emersa una situazione particolarmente significativa. Il presidente Sergio Marini e il segretario nazionale Vincenzo Gesmundo guidano il grande popolo Coldiretti con il vento in poppa e il timone saldamente in mano. Come non mai la leadership è forte e determinata, come ha sottolineato lo stesso ministro Corrado Passera quando ha detto: "Solo se si ha la credibilità di Coldiretti si può dare un titolo del genere alla propria assemblea. Solo se si ha coraggio si può dire “L'Italia che fa l'Italia”.
In effetti, anche con il supportato di un filmato tanto breve quanto efficacie, Marini e Gesmundo hanno messo in riga i vecchi vizi della politica e della economia nazionale, per mettere al centro il settore agricolo e per ridare dignità ad una nazione che ripartendo dalla progettualità e dalla eticità del progetto Coldiretti potrebbe veramente far ripartire l'intera economia. Finalmente il settore primario riacquista dunque il centro della scena, torna strategica per l'intera politica economica nazionale e diventa un modello da seguire. Quando tre anni fa Marini presentò a Torino il progetto di “Una filiera agricola tutta italiana” come “l'unico vero progetto economico e di sviluppo attualmente presente in Italia”, era obbiettivamente difficile pensare in una strategia così dirompente che potesse diventare l'esempio per risollevare l'intera nazione.
“Coldiretti, l'Italia che fa l'Italia”, seguendo ancora l'intervento del ministro dello Sviluppo economico: "L'agricoltura è un pezzo così importante dell'economia, perchè il Made in Italy è identità. Anche in altri momenti difficilissimi l'Italia ha fatto tanto perchè aveva un progetto, come quello di Coldiretti che significa competitività da un lato e coesione sociale dall'altra. L'idea che ci sia una organizzazione come Coldiretti che rappresenta questi due elementi – ha rimarcato Passera - è un caso forse unico e irripetibile. Non è neppure pensabile che un mondo come il vostro possa non essere rappresentato per diritto e non per concessione dove si prendono decisioni importanti per il nostro Paese. Quando si ha la vostra credibilità si ha il diritto di chiedere e talvolta anche di pretendere. La credibilità dell'Italia in campo internazionale si è prodotta perchè il Paese ha dato delle dimostrazioni, con i fatti, lavorando, e Coldiretti, con il progetto che io condivido profondamente – ha concluso Passera – è la dimostrazione di tutto questo".

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