17 Settembre 2012
Regolamentazione dei diritti di impianto vigneti

Si apre uno spiraglio sulla questione dei diritti d'impianto. Con l’approssimarsi del terzo incontro del Gruppo di alto livello (Gal) promosso dal commissario europeo Dacian Ciolos sulla liberalizzazione degli impianti viticoli (previsto il prossimo 21 settembre in Sicilia), Coldiretti esprime la sua soddisfazione per le dichiarazioni del ministro Catania su una prossima, positiva soluzione del problema.
Coldiretti ribadisce che l’abolizione dei diritti di impianto porterebbe gravi distorsioni all’interno delle aree viticole e una crescita della viticoltura industriale, con ricadute negative anche sul reddito dei produttori. La battaglia per il mantenimento del sistema dei diritti di impianto dei vigneti è condivisibile anche perché l’attuale normativa comunitaria è fortemente penalizzante per le aree vocate e tradizionali dell’Europa mediterranea; il mantenimento dei diritti contribuirebbe all’equilibrio del vigneto Ue, sfavorendo la delocalizzazione verso le aree del nord e dell’est Europa.
Il tema della liberalizzazione dei diritti di impianto non può essere visto senza considerare il complesso delle regole stabilite all’interno della attuale Ocm vino che prevede tra l’altro la conferma dello zuccheraggio. Questa pratica, mantenuta nell’attuale quadro delle regole comunitarie, va rimessa quindi in discussione dal momento che va riaffermato il principio della vocazione territoriale.

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