“Vogliamo far leva su un campione significativo della produzione enologica piemontese al fine di acquisire dati ed informazioni che consentano l’elaborazione di una strategia che porti alla modifica, su basi scientifiche, della legge sull’etilometro”. Sarà uno dei primi compiti affidati da Coldiretti al Centro Studi Vini del Piemonte, è quanto emerso mercoledì a San Damiano d’Asti in occasione del secondo incontro della serie “Vino&Vitae: tendenze, abitudini, gusti dei consumatori”. Nel primo incontro, tenutosi a Torino nel dicembre scorso, che aveva come sotto titolo “Bevi e controllati”, si era infatti discusso del grave danno economico subito dal settore vitivinicolo dalle nuove normative sul consumo dell’alcol per gli automobilisti. Ora Coldiretti Piemonte, dando seguito all’iniziativa ha colto l’occasione dell’istituzione del Centro Studi Vini del Piemonte per attuare una strategia compatibile con il progetto nazionale della Filiera Agricola Italiana a difesa delle vendite del vino.
L’introduzione dell’etilometro, su parametri molto restrittivi, ha generato panico tra i consumatori poiché, secondo il presidente regionale di Coldiretti Paolo Rovellotti, non distingue la capacità di reazione delle persone rispetto all’assunzione di bevande alcoliche. Dunque la legge va modificata tenendo conto della ricerca scientifica e dei dati che si riescono a mettere insieme nell’ottica della strategia di Coldiretti della Filiera Agricola tutta Italiana.
Naturalmente la questione dell’etilometro rappresenta solo un aspetto di quanto emerso dall’iniziativa “Vino&Vitae” di mercoledì. Gli intervenuti hanno tracciato ad ampio raggio le maggiori criticità del settore vitivinicolo. Il presidente di Coldiretti Asti, con delega regionale al settore vitivinicolo, Maurizio Soave, ha insistito sulla necessità di accorciare la filiera e di istruire al consumo consapevole del vino. Il presidente del CAP Nord Ovest, Angelo Giordano, che ha ricordato il ruolo determinante della rete dei Consorzi Agrari per la realizzazione della Filiera Agricola tutta Italiana anche in settori diversi da quelli del vino.
I responsabili dei laboratori di analisi del Centro Studi Vini del Piemonte, Secondo Rabbione (settore enologico) e Aldo Brustolon (settore viticolo) hanno presentato il programma della loro attività e raccolto le esigenze e le aspettative degli imprenditori vitivinicoli.
Dalle conclusioni affidate all’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, è emersa la convinzione di come il Piemonte intenda accelerare ulteriormente verso la qualità assoluta delle produzioni vinicole. In particolare l’Assessore ha garantito la massima attenzione sul provvedimento della distillazione di crisi dei vini Doc: “Intanto – ha detto Sacchetto - in ogni caso sarà l’ultima volta che si destineranno risorse per ritirare il prodotto e, poi, vigileremo affinchè alla distillazione si contrapponga un rigoroso piano di contenimento delle rese produttive per ottenere d’ora innanzi esclusivamente prodotti di qualità”. L’Assessore ha poi dichiarato di voler convocare quanto prime le filiere della barbera e del dolcetto per istituire un tavolo paritetico che abbia l’obbiettivo di raggiungere un accordo sulla compravendita delle uve già dalla prossima vendemmia.
Tutti provvedimenti incentrati sulla ricerca della qualità che è poi il primo compito del nuovo Centro Studi Vini del Piemonte.
30 Gennaio 2011
Da “Vino&Vitae” un’accelerazione verso la qualità