18 Maggio 2011
Il Cavaliere degli Industriali

Senza capire bene, tutti sapevamo tenesse molto alla sua onorificenza, il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole (nella foto), presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa.
Mister Saclà, aduso a relazioni importanti (su una cinquecento del mitico Slow Tour organizzato dall’azienda astigiana con i più prestigiosi giornalisti del mondo c’era anche Tom, il figlio di Camilla Parker Bowles), poteva apparire un po’ snob, non fosse altro per una cultura industriale impreziosita dalle frequentazioni nella giunta nazionale di Confindustria.
Dopo il suo intervento nella sede di Coldiretti Piemonte per la sottoscrizione dell’accordo di fornitura con gli orticoltori, tutti abbiamo compreso perché il Presidente di F.lli Saclà sia molto affezionato al suo Cavalierato.
Dalle sue “battute”, “parliamoci chiaro, io non sono un politico e fare il politico è molto difficile”, oppure, “nel passato noi industriali e la Coldiretti abbiamo compiuto errori, ci guardavamo come avversari”, abbiamo capito come il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole sia un industriale “vecchio stampo”, un uomo completamente immerso nella sua attività, abituato a raggiungere i risultati con il lavoro, guardando il contesto sociale in cui opera.
L'Ordine al "Merito del Lavoro" premia l'insignito non solo per una specifica attività intrapresa, ma lo vincola ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese.
Le sue parole “Il nostro Paese possiede più ricette alimentari di tutto il mondo messo assieme, dobbiamo riuscire a valorizzare questo patrimonio”, “dal punto di vista della sicurezza sanitaria non siamo secondi a nessuno”, “il nostro problema è la frammentazione della produzione di qualità, ma possiamo farlo diventare il nostro punto di forza” e ancora “lavoriamo per la tracciabilità delle produzioni, per una la filiera agricola italiana, per gli interessi dei consumatori”, evidenziano come il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole sia totalmente immerso in un nobile ruolo sociale, ormai desueto alle cronache quotidiane, ma di cui si sente un profondo bisogno per superare questa crisi economica che appare agli occhi di tutti come l’inizio di una inevitabile decadenza della supremazia economica e culturale del vecchio occidente.
Il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole ha saputo spiegare come purtroppo il consumatore tende a spendere poco per l’alimentare, sospinto da una esasperata competitività fra le industrie costrette a fare i conti con la supremazia della grande distribuzione. Ecco allora la condivisione delle parole chiave di Coldiretti, la tipicità, il Made in Italy, la qualità, la tracciabilità, l’etichettatura, la trasparenza, l’eticità nelle produzioni e il patto con i consumatori, in una parola: la filiera agricola tutta italiana.
Tutto questo non è certo scontato, sapendo come oggi esistano molte modalità di fare industria, con la finanza e la politica che si insinuano nel mondo produttivo, con tanti “furbetti del quartierino” che riscrivono l’etica dell’economia.
Abbiamo dunque compreso bene come Lorenzo Ercole interpreti il suo ruolo di Cavaliere del Lavoro e da oggi possiamo aggiungere, in qualità di forza sociale più rappresentativa del territorio, come l’industriale astigiano possa rappresentare l’esempio di un rinnovato rapporto fra il settore primario e la produzione industriale. La sua onorificenza ci piace dunque leggerla anche in senso arturiano, un paladino dei giusti che con pazienza, coraggio, onore, dignità e cortesia può riunire attorno ad un tavolo il meglio dell’imprenditoria e dialogare con l’agricoltura per costruire un futuro migliore per tutti.
Un Cavaliere degli Industriali su cui Coldiretti e tutto il Made in Italy fanno affidamento.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi