23 Luglio 2011
“La pesca della solidarietà”

 Ha colpito nel segno la “Pesca della Solidarietà” organizzata venerdì in Piazza San Carlo a Torino da Coldiretti Piemonte. Sono stati smistati 10.000 chilogrammi di pesche a favore dei Centri di accoglienza.
I cittadini hanno compreso come un’assurdità economica senza confronti mette in ginocchio la nostra agricoltura. I ricavi in campo dei frutticoltori non coprono i costi di produzione.
Coldiretti regionale ha avviato contatti con le principali associazioni che forniscono accoglienza ed assistenza ai nuovi poveri ed alle persone economicamente disagiate. Su indicazione della Caritas del Piemonte, all’iniziativa hanno aderito il Gruppo Abele rappresentato da Manuela Battista, il Banco Alimentare del Piemonte rappresentato da Paolo Marchetti ed Emanuele Sirugo, il Sermig rappresentato da Antonio Tondo e la Mensa dei Francescani. Subito dopo lo smistamento in piazza San Carla, sono partiti 10 pulmini per consegnare le pesche ai Centri di accoglienza.
“Abbiamo scelto una nuova strada per evidenziare un problema che assilla le nostre imprese frutticole - dicono Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa,  presidente e direttore di Coldiretti Piemonte - . Per denunciare il basso prezzo delle pesche in campo, piuttosto che procedere alla loro distruzione e successivo interramento, abbiamo preferito donarle alle categorie più deboli. Un modo per comunicare che l'impresa agricola non può più sostenere economicamente una situazione di pesantezza del mercato, dove nell'ambito della filiera i centri di condizionamento e di vendita scaricano i loro costi anche sui consumatori, andando a colpire l'anello iniziale e quello finale. Facciamo incontrare così i soggetti che operano verso la parte debole della società con la vera economia territoriale che sa esprimere anche il buon senso, richiamato dal nostro presidente confederale Sergio Marini, pochi giorni fa al Palalottomatica di Roma”.
A nome del Gruppo Abele,  commenta don Luigi Ciotti: "Regalare a chi ne ha bisogno ciò che altrimenti andrebbe sprecato è un gesto dal doppio valore: reale e simbolico. Una risposta a quelle povertà e disuguaglianze che è compito di ognuno di noi contribuire a superare, e insieme alla miopia di un sistema economico che, accecato dai profitti, non sa più vedere i diritti e i bisogni delle persone".

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi