L’Unione Europea ha approvato una deroga per l’Italia sui limiti previsti dalla direttiva nitrati. Si apre così la strada ad una revisione delle zone vulnerabili necessaria per salvare le stalle italiane. In determinate condizioni, ora è consentito il superamento del limite massimo di 170 chili di azoto per ettaro di origine organica, fino ad un limite di 250 chili. L’avvio della collaborazione tra Ministero delle Politiche Agricole e l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), a seguito del recente accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni, potrà ora ragionare sull’aggiornamento della delimitazione territoriale sottoposta a vincolo e su una revisione più complessiva degli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole.
Si tratta anche di un’esigenza per distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento a partire dalla depurazione civile e gli inquinamenti industriali responsabili, in prevalenza, dell’impatto ambientale dell’azoto.
6 Ottobre 2011
Zone vulnerabili da azoto