26 Aprile 2019
Lutto per la scomparsa di Renzo Turello

E’ mancato Renzo Turello.
Coldiretti Asti è in lutto. Ieri, giovedì 25 aprile, a soli 58 anni, è mancato Renzo Turello.

Storico segretario Coldiretti della zona di Asti, ha dedicato tutta la sua vita all’agricoltura e all’Organizzazione. Iniziò a lavorare in Coldiretti subito dopo il diploma di agrotecnico, era il 1980, fu assegnato al Catac di San Damiano, poi a quello di Isola, quindi divenne vice segretario zona e poco tempo dopo Segretario della Zona di Asti fino a un paio di anni fa, quando la sua grande esperienza venne utile per gestire la zona di Moncalvo.

Il  14 dicembre scorso aveva voluto festeggiare la “non pensione”. Questo rende l’idea di come fosse Renzo Turello, ci spiega chi ha lavorato a suo stretto contatto: probabilmente nessuno , prima di lui, aveva mai offerto una cena ai colleghi per aver raggiunto e rimandato l’abbandono della vita lavorativa. E’ stato il suo singolare riconoscimento per aver ricevuto la richiesta di rimanere in servizio ancora un anno o forse più. D’altra parte era solito affermare come fosse per lui un onore lavorare per la Coldiretti e questo onore ha sempre cercato di trasmetterlo anche a tutti gli altri dipendenti.
Quella cena, prima delle vacanze natalizie, è forse stato l’ultimo momento di grande spensieratezza. Con il nuovo anno Renzo Turello ha scoperto di avere un brutto male che lo ha fin da subito debilitato fisicamente. Tuttavia si è come sempre presentato nel suo ufficio, ha comunicato a tutti quanto gli stesse succedendo,  e ha ripreso il suo lavoro. Lo ha fatto fino a poche settimane prima della sua scomparsa.

Ancora a fine febbraio ha festeggiato il suo ultimo compleanno con i colleghi negli uffici Coldiretti, aveva subito un paio di operazioni chirurgiche, ma era sempre molto lucido. Ha raccontato a tutti della sua lotta contro il male, una brutta bestia, ma che da appassionato cacciatore stava cercando di vincere. Ha anche voluto raccontare delle cure ricevute in ospedale e ha ringraziato, anche con una lettera ai giornali, le attenzioni prestategli dal personale ospedaliero. Quelle stesse attenzioni che lui, figlio di agricoltori, ha sempre prestato a tutti gli associati Coldiretti. Sapeva farsi ben volere dagli altri, perché credeva fermamente nel suo lavoro e in quello che faceva giornalmente, sempre a favore degli agricoltori.

In quasi 40 anni di Coldiretti sono state migliaia e migliaia le telefonate fatte agli associati per chiedere la partecipazione alle assemblee e alle manifestazioni per rivendicare, tutti insieme, i diritti della categoria. Lo ha fatto riempiendo sale convegni e pullman di associati pronti ad andare a Torino, a Roma o a Bruxelles. A lui nessuno diceva mai di no. E quando qualcuno era impossibilitato o aveva un imprevisto, per non deluderlo, si adoperava per farsi sostituire da un parente o un amico.

Purtroppo,  ora ci sarebbe da sostituire lui, ma nessuno sarà mai in grado di farlo, dicono i suoi colleghi.

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