Secondo una stima della Fao, la chiusura di Hormuz ha ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, mettendo a rischio la produttività agricola.
“Così è a rischio la produzione alimentare, per questo sono urgenti misure a livello europeo per contrastare la crisi. Il pericolo è un calo della disponibilità di prodotto che potrebbe arrivare a favorire fenomeni di delocalizzazione. Purtroppo l'Ue continua ad apparire molto distratta e molto in ritardo nel seguire le esigenze che vivono oggi i coltivatori europei che debbono produrre cibo sicuro e di qualità. In una fase così delicata servono scelte politiche forti e coraggiose per riportare risorse vere nelle tasche degli agricoltori. La prima grande battaglia è quella sulla modifica del Codice Doganale europeo e della norma dell’ultima trasformazione sostanziale, che oggi consente di spacciare per italiani prodotti che italiani non sono. Per questo siamo stati da poco al Brennero, con migliaia di imprenditori da tutto il Piemonte, per denunciare ancora una volta questa stortura europea. Se eliminassimo questa regola assurda, il valore aggiunto agricolo passerebbe da circa 40 miliardi a 65 miliardi di euro. Parliamo di risorse che tornerebbero direttamente nelle aziende agricole, nel reddito degli agricoltori, nei territori”, evidenziano Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, Presidente e Delegato confederale di Coldiretti Piemonte.
