14 Aprile 2026
Vinitaly 2026: non solo vetrina enoica di bandiera

Focus, approfondimenti e dibattiti nella Casa Coldiretti a Verona

Intelligenza Artificiale, robotica, 5g, realtà virtuale e TEA, oltre che biologico

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Quasi un’impresa vinicola su 3 ha investito nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza Artificiale, blockchain, 5g e realtà virtuale, mentre un ulteriore 55% è interessato a investire in soluzioni di Agricoltura 5.0.

E’ quanto emerge dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell'export tricolore, che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.

Rispetto ai giovani agricoltori, oggi, in 5.000 circa hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta. 
  
Parlando di innovazione, poi, non si può non parlare dalle Tea, le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita applicate alla viticoltura, per fronteggiare siccità e fitopatologie. Le Tea, infatti, rappresentano una leva strategica per il settore, in quanto consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, ma semplicemente accelerando i processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’Oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Una consapevolezza che nel 2020 aveva spinto Coldiretti a sottoscrivere una storica intesa con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

Nel corso del Convegno, organizzato lunedì pomeriggio nella Casa Coldiretti al Vinitaly, si è parlato delle Tea sul Sangiovese, ma i relatori del Crea hanno confermato di lavorare anche su Chardonnay e, ogni anno, di introdurre nuove sperimentazioni su altri genotipi/cultivar, le cui risposte sono sempre diverse a seconda delle varietà. Tra quelle già in atto, inoltre, ci sono: Nebbiolo, Pinot nero e Pinot grigio, Merlot e Tocai oltre a due portinnesti. Rispetto al Nebbiolo, le sperimentazioni sono pronte per andare in campo, indicativamente, nel prossimo mese di settembre. A quel punto, si potrà iniziare a capire la loro reazione.

“Tecnologia, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, biologico, ricerca di nuovi mercati e qualità restano i principali capisaldi rispetto ai quali, anche, il mondo enoico dovrà interfacciarsi” commentano la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso, presenti in fiera a Verona. “Il lavoro in campo e quello in cantina sono fondamentali ma, oggi più che mai, occorre anche confrontarsi, rifarsi alla scienza e alla ricerca, conoscere le tecnologie di nuova generazione e avere uno sguardo di prospettiva per mantenere solida la tradizione vitivinicola astigiana e italiana, preservandola dalle minacce del nuovo millennio. E ad andare in tale direzione è anche la scelta del biologico, tra le soluzioni aziendali di sostenibilità e innovazione”.

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