1 Aprile 2026
Istituita la Commissione Unica Nazionale sul grano duro

Coldiretti in prima linea per una filiera giusta, moderna e competitiva

Per individuare il prezzo indicativo del grano duro nazionale e le tendenze di mercato

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Con l’avvio e la prima quotazione ufficiale della Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro, un primo apprezzabile passo sul settore agricolo è stato compiuto, grazie alle mobilitazioni di Coldiretti mirate a garantire trasparenza sul mercato e riconoscimento del valore del prodotto italiano.

La CUN avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro nazionale e le relative tendenze di mercato, interrompendo le vecchie quotazioni di Foggia e Bologna, con l’ulteriore elemento di grande rilievo che è rappresentato dalla nuova struttura del listino nazionale differenziato per qualità, più precisamente: fino alto proteico (15% di proteine), fino proteico (14%), fino (13% al Nord, 12% al Sud) e convenzionale (11,5%). Si tratta di un’evoluzione significativa, che consente di leggere in maniera più puntuale e realistica il mercato del grano duro, valorizzando le diverse caratteristiche qualitative delle produzioni. Fino ad oggi, infatti, questa distinzione non trovava un adeguato riscontro nei meccanismi ufficiali di quotazione: mancava una valutazione strutturata e condivisa del contenuto proteico, elemento invece determinante per l’industria di trasformazione.

L’introduzione di categorie specifiche colma un vuoto importante, permettendo di riconoscere in modo trasparente e oggettivo ciò che in precedenza restava in larga parte implicito. In definitiva, la nascita della CUN del grano duro rappresenta un passo avanti significativo verso un modello di filiera più moderno, trasparente e sostenibile.

“I prezzi indicativi della prima quotazione fanno segnare rialzi nei listini Sud, Isole e Centro, mentre sono stabili le quotazioni del Nord, invertendo la tendenza di mercato all’80% del grano duro in Italia” commenta la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “Un lavoro che richiederà un progressivo rafforzamento e affinamento nel corso delle prossime sessioni di mercato. Il prezzo indicativo è espresso franco partenza, in linea con quanto avveniva nella piazza di Foggia. Si tratta di un elemento di chiarezza importante, soprattutto se confrontato con il sistema adottato a Bologna, dove le quotazioni erano formulate franco arrivo su riferimento Centro. In quel caso, infatti, il costo del trasporto veniva incorporato nel prezzo finale, determinando valori apparentemente più elevati ma non direttamente comparabili”.

“Ora, il prezzo della Cun”, prosegue il Direttore Coldiretti Asti Giovanni Rosso “deve rappresentare il pilastro per i contratti di filiera, a cui agganciare i contributi pubblici, sostenendo così una più equa ripartizione del valore. Il Governo, attraverso il ministro delle Politiche Agricole Francesco Lollobrigida, ha confermato l’impegno a destinare 40 milioni di euro agli aiuti de minimis per le filiere del grano duro, riconoscendo l’importanza strategica del settore e la legittima richiesta di sostegno degli agricoltori italiani. Adesso la sfida è organizzativa, soprattutto, attraverso i contratti di filiera che garantiscono un plus al prezzo del grano. Si dovrà accompagnare i cerealicoltori a produrre qualità, conoscere e ottimizzare i costi di produzione, garantendo trasparenza e strumenti concreti per tutelare il loro reddito”.

“In tutto questo, Coldiretti sarà in prima linea per guidare questo percorso, insieme a CAI (Consorzi Agrari d’Italia), Filiera Italia e FdAI (Firmato dagli Agricoltori Italiani), affinché la filiera del grano duro sia finalmente giusta, moderna e competitiva” chiosano all’unisono Monticone e Rosso.

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