Insufficiente l’aumento del 33% dei controlli delle merci in ingresso, sull’attuale media del 3%
Senza regole comuni e controlli sono a rischio produzioni, produttori e consumatori
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Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono la loro opposizione alla firma dell’accordo Mercosur senza reciprocità. In assenza del rispetto di regole comuni, ovviamente allineate agli standard europei, non ci può essere un accordo commerciale che tuteli produzioni, produttori e consumatori.
“Il 33% di aumento dei controlli in frontiera, proposto ieri dalla Commissione europea, significa attestarsi mediamente al 4%, il che non è certamente sufficiente” osserva la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “L’impostazione deve garantire un controllo capillare che vagli al 100% gli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree a rischio, per una piena tutela della salute dei cittadini. Alla luce del primato europeo che l’Italia detiene in termini di sicurezza alimentare, anche Coldiretti ritiene urgente e doveroso che venga riconosciuta a Roma la sede dell’Autorità doganale europea, così come da candidatura presentata dal Governo italiano”.
“Inoltre, serve un deciso passo avanti sul fronte della trasparenza, a partire dall’obbligo di etichettatura, con indicazione chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire ai cittadini scelte consapevoli e difendere il vero Made in Italy” prosegue il Direttore Giovanni Rosso. “In quest'ottica, chiediamo anche l’abolizione della regola sull’origine basata sull’ultima trasformazione, l’inganno intollerabile consentito oggi dal codice doganale, che permette di far diventare “italiani” prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza, confondendo i consumatori e favorendo pratiche che danneggiano le nostre filiere nonché la reputazione del Made in Italy. Nel frattempo, come Coldiretti proseguiremo le azioni di mobilitazione e presidio di porti, frontiere e valichi”.