16 Settembre 2026
Coldiretti Asti partecipa a Longev-Italia

“Il Villaggio della Longevità” sabato 26 settembre all’Ospedale Cardinal Massaia

Il valore e ruolo dell’agroalimentare nella salute e per un’attiva e sana longevità

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Ci sono anche Coldiretti Asti e Campagna Amica Asti tra i partner de “Il villaggio della longevità” in programma all’ospedale Cardinal Massaia sabato 26 settembre, nell’ambito dell’evento congressuale “Longev-Italia” (25 e 26 settembre) promosso da Asl AT e Banca di Asti.

Una collaborazione che fa seguito all’iniziativa nazionale “Mercato Contadino di Campagna Amica per la Salute” svoltasi il 10 luglio scorso, anche, al nosocomio astigiano.

L’evento, primo nel suo genere, colloca l’alimentazione, quella sana e genuina, in un imprescindibile connubio con la salute, unitamente ai corretti stili di vita e ad una costante attività fisica, per garantire la migliore longevità. In particolare, Campagna Amica e Coldiretti Asti saranno presenti nell’angolo “Spuntino della longevità”, che verrà offerto alla cittadinanza a conclusione di un breve percorso di screening.

Quando si parla di longevità in salute e in attività, dunque, l’agroalimentare assume un ruolo dirimente di grande responsabilità e impegno, quello che Coldiretti persegue lungo l’intero stivale a tutela di produzioni, consumatori e produttori, rappresentando il 70% degli agricoltori, sia a livello provinciale sia regionale e nazionale.

“L'agroalimentare rappresenta una vera e propria filiera della salute, perché tutto ciò che avviene all’interno della produzione agricola, dal campo alla tavola, può avere conseguenze sulla qualità, sulla sicurezza alimentare e sul valore nutrizionale degli alimenti” sostiene la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone. “Ed è proprio per questo motivo che, oggi, la ricerca scientifica studia l’alimento in termini di capacità di contribuire al mantenimento dello stato di salute”.

Un esempio particolarmente importante è rappresentato dalla Dieta Mediterranea, in cui ben si collocano la filiera corta agroalimentare, il km0 e i prodotti stagionali. Questo modello alimentare è caratterizzato da un'elevata presenza di alimenti di origine vegetale, come frutta, verdura, legumi, cereali e frutta secca, dall'utilizzo dell'olio extravergine di oliva e da un consumo, necessario ma moderato, di pesce e di alimenti di origine animale. Elemento di forza è la specifica ed equilibrata combinazione dei variegati alimenti che la compongono.

“Possiamo quindi affermare che l'agroalimentare, quando riesce a fornire prodotti di qualità e salutari all'interno di un sistema equilibrato, controllato e che segue determinati parametri di produzione, può contribuire concretamente alla prevenzione, migliore alleata di una vita sana e longeva” afferma Monticone.

Un alimento, però, non può essere considerato salutare soltanto perché possiede un buon profilo nutrizionale. Deve essere anche sicuro.

“La sicurezza alimentare rappresenta un'altra componente fondamentale del valore dell'agroalimentare. Durante la produzione e la trasformazione possono presentarsi diversi rischi: contaminazioni microbiologiche, contaminanti chimici, allergeni, sistemi di produzione sbagliati e altri pericoli che devono essere identificati e controllati” aggiunge la Presidente. “In particolar modo, quando si parla di prodotti importati da Nazioni, che non rispettano gli stessi e rigorosi standard di sicurezza applicati in Italia. Non solo, le minacce arrivano anche dai cibi ultra-processati, le cui conseguenze possono gravemente impattare sulla salute. Per questo motivo, sono fondamentali: tracciabilità/origine in etichetta, sistemi di controllo e analisi dei rischi lungo tutta la filiera. Un fronte e una battaglia che vedono Coldiretti in prima linea sia ai valichi di frontiera sia ai diversi tavoli istituzionali, sia nazionali sia europei”.

Parlare di salute umana, inoltre, significa anche parlare di salute ambientale.  L'agricoltura, infatti, dipende dalla qualità del suolo, dalla disponibilità di acqua, dalla biodiversità e dalle condizioni climatiche. Allo stesso tempo, le modalità con cui si producono gli alimenti possono avere un impatto significativo sull'ambiente.

“Ed è proprio qui che si inserisce il concetto di One Health, l’approccio che considera strettamente interconnesse la salute dell'uomo, la salute degli animali e la salute degli ecosistemi. Il futuro dell'agroalimentare deve necessariamente essere orientato verso modelli produttivi più sostenibili”.

Un ultimo aspetto di particolare importanza riguarda l'accessibilità. “Gli alimenti sani e genuini devono essere disponibili, economicamente accessibili e comprensibili. Qui entra in gioco l'educazione alimentare, quella che Coldiretti porta nelle scuole, nelle università, nei Mercati Contadini e tra la gente. Solo una chiara, semplice e corretta informazione consente scelte consapevoli”.

La salute alimentare, quindi, non è soltanto una questione individuale, ma anche una questione sociale e di sanità pubblica.

“L'agroalimentare rappresenta il punto di incontro tra agricoltura, nutrizione, medicina, ricerca, economia e ambiente” chiosa Monticone. “Un sistema agroalimentare di qualità deve essere in grado di garantire contemporaneamente: valore nutrizionale, sicurezza alimentare, qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale e accessibilità per la popolazione. La vera sfida del futuro, quindi, non sarà semplicemente produrre più alimenti, ma produrre alimenti sicuri, nutrienti, sostenibili e accessibili, capaci di inserirsi all'interno di modelli alimentari che favoriscano il benessere e la prevenzione”.

Insomma, la longevità sta alla salute umana, come quest’ultima sta alla salute della filiera agroalimentare.

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