Il disegno di legge sui reati agroalimentari approvato, senza voti contrari, dal Senato rappresenta un passo storico per la protezione delle eccellenze di una filiera agroalimentare allargata che ha raggiunto il valore di 707 miliardi di euro e che vede nella Dop Economy la sua punta d’eccellenza.
“Un disegno di legge atteso da dieci anni, che riprende le proposte della cosiddetta Legge Caselli da sempre sostenuta dalla nostra Organizzazione grazie al lavoro dell’Osservatorio Agromafie – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. L'auspicio è ora che il provvedimento possa essere velocemente approvato anche dalla Camera. L’aggiornamento del codice penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta un progresso fondamentale per contrastare efficacemente le frodi nella filiera alimentare”.
Questa riforma mira a tutelare in particolare le denominazioni di origine Dop e Igp che hanno raggiunto un valore quasi 21 miliardi di euro secondo il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita. Con l’introduzione del reato di agropirateria si riconosce, inoltre, finalmente la pericolosità criminale delle attività fraudolente organizzate e reiterate.
“Soddisfazione anche per la nuova disciplina che rafforza le sanzioni amministrative per chi viola le norme su etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Una battaglia che vede da sempre Coldiretti schierata in prima fila per il riconoscimento dell’origine su tutti i prodotti europei e a contrasto di un italian sounding oggi consentito dal codice doganale che permette attraverso l’ultima trasformazione di far diventare un prodotto straniero magicamente Made in italy”.
Uno scandalo dei falsi prodotti italiani che costa al nostro paese la somma di 120 miliardi di euro all’anno, con il paradosso che i maggiori falsificatori delle eccellenze tricolori sono i paesi industrializzati: è fondamentale non abbassare la guardia contro i continui attacchi delle multinazionali, che minacciano il patrimonio agroalimentare Made in Italy con prodotti che imitano la tradizione italiana. Per colpa dell’italian sounding nel mondo più due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese.
